È stata una cicca di sigaretta trovata vicino alla villa nel trapanese a smascherare i responsabili delle rapine.

Gli uomini della Squadra mobile di Trapani, insieme a quelli del commissariato di Mazara del Vallo, hanno arrestato otto persone. Sono tutti accusati di rapina aggravata, porto abusivo di arma da fuoco e da taglio, furto e ricettazione.

Gli arrestati fecero, tra i tanti “colpi”, una rapina in villa che fruttò più di 100 mila euro ai danni di una facoltosa famiglia mazarese.

Il bandolo della matassa è stato sciolto grazie all’esame del Dna trovato sulla sigaretta permettendo di identificare uno dei rapinatori e, attraverso lui scoprire tutto il resto della banda. Gli investigatori sono inoltre riusciti ad attribuire loro altre 2 rapine commesse a Mazara del Vallo nei confronti di anziane donne.

La rapina risale al 26 gennaio del 2011: i criminali, dopo aver interrotto la corrente elettrica, entrarono violentemente all’interno della villa armati di fucile e coltelli. Non riuscendo ad aprire la cassaforte decisero di portarla via: all’interno c’erano circa 66 mila euro in contanti, numerosi gioielli d’oro, 5 mila dollari, oltre a libretti bancari per un ammontare superiore a 100 mila euro.

Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali gli investigatori hanno scoperto una rete di ricettazione, riciclaggio di oro e preziosi e spaccio di sostanze stupefacenti.

Dalle indagini è emerso inoltre che parte dei ricavi delle rapine venivano investiti nel commercio di cocaina.