Selinunte fa cultura. In riva al Mare Nostrum che bagna la spiaggia della borgata di Marinella e all’ombra dei templi del suo parco archeologico.

premio-pino-venezianoDall’11 al 13 agosto 2013 a Selinunte si svolgerà, infatti, la nona edizione del Premio dedicato a Pino Veneziano, il poeta popolare e chitarrista autodidatta che con la sua voce incantò anche Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè che lo volle come spalla in occasione del suo primo concerto in Sicilia, Ignazio Buttitta che scrisse la presentazione dell’unico disco di Veneziano uscito nel ’75; e Borges che ormai cieco, dopo aver ascoltato le sue canzoni, si commosse e volle toccargli il viso.

La nona edizione del “Premio Pino Veneziano”, promosso dall’omonima associazione culturale con il sostegno del Comune di Castelvetrano (TP) e della Regione Siciliana – Assessorato ai Beni Culturali e dell’Identità siciliana e Assessorato Turismo Sport e Spettacolo – si aprirà domenica 11 agosto alle 21,30 a Marinella di Selinunte, Spiaggia Scalo di Bruca. L’appuntamento è con Questa di Marinella è la storia vera… racconti intorno al fuoco di e con Salvo Piparo, e conCostanza Licata (voce) e Rosemary Enea (pianoforte); un viaggio tra memorie e aneddoti della borgata selinuntina, raccolti, trasfigurati e “restituiti” da un cuntista dei nostri tempi.

«L’edizione 2013 del Premio – dice il direttore artistico Enrico Stassi – intende valorizzare, attraverso la figura di Veneziano e nel solco delle edizioni precedenti, la grande forza simbolica del mare che a Selinunte è anche risorsa ambientale, paesaggistica, culturale ed economica. Così la decisione di spostare il “baricentro” della manifestazione, dando risalto alla borgata di Marinella e alla sua spiaggia dello Scalo di Bruca. È qui che Salvo Piparo – premiato 2013 – ha raccolto da mesi storie e aneddoti di Marinella, incontrato persone del posto, imbastito un “racconto” da restituire – come una sorta di “teatro-specchio” – alla borgata stessa e ai turisti. Un fuoco sulla spiaggia, nei pressi un assistente-vivandiere che segue la cottura delle sardine, il pubblico accomodato intorno a fare cerchio, il cerimoniere-narratore che cunta e canta le sue storie, con la platea che ascolta, mentre assaggia le sardine e sorseggia un buon vino».

«Salvo Piparo – sottolinea Stassi – è cuntista appassionato, devoto e straordinario interprete della voce del popolo; riesce, infatti, ad essere espressione autentica della saggezza dei grandi pensatori di strada, maestri indiscussi nell’arte del saper guardare la vita attraverso la lente dell’ironia, tra comicità e crudo realismo».

Lunedì 12 agosto alle 21,30 il secondo appuntamento del “Premio Pino Veneziano” è al Parco archeologico di Selinunte conLunaria per Vincenzo Consolo, monologhi musiche e canti tratti dallo spettacolo di Vincenzo Pirrotta, con Vincenzo Pirrotta e con Luca Mauceri (pianoforte). Un sentito omaggio a Consolo, grande amico del Premio Pino Veneziano: lo scrittore scomparso lo scorso anno, è sempre stato un sostenitore convinto della manifestazione, partecipando a diverse delle sue edizioni, dando sempre il proprio contributo di idee e scrivendone con grande partecipazione.

Si chiude martedì 13 agosto sempre al Parco archeologico di Selinunte, dove alle 21,30 si terrà la cerimonia di premiazione per il conferimento del Premio Pino Veneziano 2013 a Salvo Piparo che alle 21,40 presenterà Pallonate, sua ultima produzione teatrale con testo e regia di Ficarra e Picone; sul palcoscenico con Salvo Piparo, Costanza Licata e Rosemary Enea al pianoforte.

«Il riconoscimento a Salvo Piparo – dice Enrico Stassi – è coerente con quella linea ispiratrice che ha voluto legare il Premio Pino Veneziano non solo alla musica, ma anche al cosiddetto teatro di narrazione e ai suoi interpreti migliori. Così com’è stato per Ascanio Celestini nella edizione 2006».

«Ricordo Selinunte ai tempi di Pino – dice Umberto Leone dell’Associazione culturale Pino Veneziano, che organizza il Premio –.  Il suo ristorante era diventato un punto di riferimento per gli abitanti della borgata di Marinella di Selinunte, e per i giovani che così avevano l’opportunità di venire in contatto con molte personalità, giornalisti, artisti e uomini di cultura che si fermavano ad ascoltare le sue canzoni. Una commistione di arte e natura ancora incontaminata che attirava molte intelligenze. E oggi il “Premio Pino Veneziano” vuole essere l’occasione per far sì che Selinunte torni a fare cultura e torni ad essere terra di incontri, socialità e scambi».

Pino Veneziano nasce a Riesi il 2 luglio del 1933.
Pino VenezianoDurante la guerra, il padre carabiniere che ha prestato servizio prima a Castelvetrano e poi a Sciacca, abbandona la famiglia. Pino, interrompe la seconda elementare e comincia a lavorare come guardiano di capre e garzone di fornaio.
A 17 anni, con la madre e il fratello, si trasferisce a Castelvetrano, dove lavora come garzone nei bar. Agli inizi degli anni ’60 è cameriere a Selinunte e verso la fine del decennio, con due amici, apre il suo primo ristorante.
Impara a suonare la chitarra a circa 40 anni. Poco dopo scrive la sua prima canzone, “Lu sicilianu”.
Le altre vengono quasi una dopo l’altra: una trentina circa.


Negli anni ’70 e fino alla metà degli anni ’80 il ristorante Miramare, e poi il Lido Azzurro, diventano un punto di riferimento per la borgata di Marinella di Selinunte. Pino serve ai tavoli e poi canta le sue canzoni. Tra i suoi clienti ci sono anche Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè, che lo vuole come spalla nel suo primo concerto in Sicilia.
Pino regala le sue canzoni anche alle Feste dell’Unità. Nel 1975 incide il suo primo e unico disco, “Lu patruni è suvecchiu” (Il padrone è di troppo), edito dai Circoli di Ottobre; il poeta Ignazio Buttita nella nota di copertina lo definisce: «Un cantastorie che fa politica e la sublima con la poesia».

Nell’estate del 1984 nel ristorante di Pino si ferma anche Borges, il quale si commuove ascoltando le sue canzoni che, per lui, non hanno bisogno di traduzione. Chiede anche di accarezzare il volto di Pino per “vederlo”.
Nel 1984 una compagnia di anziani di Riesi in gita a Selinunte, casualmente fornisce a Pino informazioni su suo padre che si trova in un casa di riposo a Gela. Quando va a trovarlo scopre che anche il padre suona la chitarra e canta motivi popolari.
Il 1986 è l’ultimo anno in cui Pino lavora al ristorante; intristito dalla morte della moglie (avvenuta nel 1980) e provato da una vita di fatica, per arrotondare la pensione fa il posteggiatore al Parco Archeologico di Selinunte. Continua, comunque, a scrivere canzoni
Muore il 3 luglio 1994, il giorno dopo il suo compleanno.

info. http://www.premiopinoveneziano.org/