A Trapani è difficile aggredire un sistema consolidato, fatto di commistioni tra mafia ed economia.

Si lotta spesso contro un muro di gomma, in un terreno scivoloso dove le coppole e le lupare hanno delegato da tempo la loro identità alle giacche e le cravatte dei colletti bianchi.

Ma la città non è solo della mafia, perché c’è anche di chi l’ha combattuta con tutte le sue forze.
È il caso di Fulvio Sodano, l’ex Prefetto di Trapani che, avendo reso più veloci le procedure di confisca dei beni ai mafiosi, ha permesso alla città di diventare il primo comune in Italia nel quale sia stata costituita una cooperativa di lavoratori in una azienda confiscata alla mafia.

Ecco perché i cittadini rivogliono il loro “prefetto del popolo”, così come affettuosamente è stato soprannominato grazie al suo particolare modo di lavorare e di impegnarsi nello svolgimento delle proprie mansioni.
Ecco perché 15 associazioni apartitiche, oltre a persone comuni, hanno raccolto le firme per assegnargli la cittadinanza onoraria.

Firme che sono state consegnate il 15 novembre scorso al sindaco di Trapani, Vito Damiano.
Il motivo dell’onorificenza è chiaramente descritto nella nota che accompagna le firme: “L’impegno concreto mostrato dal Prefetto durante la sua permanenza in città nella lotta alle mafie e nell’aver tenuto alto il nome della legalità in una città tristemente legata a questo fenomeno malavitoso”.

Il sindaco non ha risposto subito ma, come riferiscono coloro che hanno consegnato la richiesta nelle sue mani, “si è riservato di vagliarla, ripromettendosi di notificare al più presto le sue decisioni in merito”.
Senza dubbio saranno decisioni importanti che, in ogni caso, influiranno molto sulla percezione  della vera legalità legata alla città di Trapani (e alla sua provincia). Soprattutto in un momento delicato come questo, in cui c’è enorme bisogno di segnali positivi.

Egidio Morici
www.500firme.it

Fulvio Sodano da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Fulvio Sodano (Napoli, 9 marzo 1946) è un prefetto italiano impegnato in Sicilia nella lotta alla mafia.

Laureatosi in giurisprudenza nell’aprile del 1970, nello stesso anno partecipa a un concorso pubblico (50 posti di Consigliere di Prefettura). Vinto quest’ultimo, viene assegnato alla Prefettura di Brescia e, un mese dopo, assume il titolo di capo di gabinetto (1972, durante gli anni del terrorismo). Oltre al ruolo di capo di gabinetto svolge quello di commissario straordinario in altri comuni della provincia.

Dal 1979 al 1981, Sodano è a Roma a ricoprire diversi incarichi ma nel 1982 viene richiamato a Brescia con le funzioni di Capo di Gabinetto e vi rimane per circa due anni, finché viene trasferito a Caserta per motivi familiari.

A Caserta rimane fino al 1990, in questa sede gestisce numerosi comuni tra cui Mondragone, Lusciano e Orta di Atella. Quindi viene trasferito a Palermo. Egli ha dunque conosciuto da vicino, sin dall’inizio della sua carriera, la follia del terrorismo (nel lombardo), l’omertà della camorra (nel napoletano) e le guerre di mafia (nel palermitano).

Oltre alle stragi di Capaci e di via d’Amelio vive anche la “primavera palermitana”, inoltre ricopre incarichi di commissario straordinari in alcuni comuni sciolti per mafia: Bagheria, Altavilla Milizia, Capaci subito dopo la strage, Palma di Montechiaro nell’agrigentino (quest’ultimo non per motivi di mafia) e vice-commissario straordinario a Catania. Intanto, a Palermo, ricopre ruoli superiori: vice-prefetto, vice-prefetto vicario. Mentre svolge la funzione di commissario a Bagheria arriva la nomina a Prefetto, quindi sarà a Trapani e, infine, ad Agrigento.

Il suo modo di lavorare e di impegnarsi nelle proprie mansioni gli hanno fatto guadagnare il soprannome di “prefetto del popolo”.
Si è speso particolarmente in questioni riguardanti i beni confiscati alla mafia e, a questo proposito, il 26 luglio 2003 ha stipulato la “Carta degli impegni libera terra Trapani”, documento che consente di velocizzare le procedure di confisca dei beni ai mafiosi e di incidere tangibilmente sull’impoverimento del loro patrimonio.