pozzi triscina di selinunte

Il maltempo di qualche settimana fa ha scoperto le magagne di una Triscina che risente ancora di vecchi e nuovi abusi.

Oltre a provocare dei piccoli crolli, frane e cedimenti alle strutture di asfalto e cemento che da tempo sfidano il mare così da vicino, le forti mareggiate hanno prodotto un abbassamento del livello della spiaggia, facendo letteralmente emergere alcuni pozzi neri a circa 5 metri dalla battigia, proprio nelle vicinanze di una struttura ricettiva.

Il mare ha fatto sparire quel mezzo metro di sabbia soprastante, scoprendo anche il percorso dei tubi di scarico che vanno a finire nel pozzo. Da ciò che si vede, non si può certo parlare di fosse biologiche a tenuta, né tantomeno di pozzi facilmente espurgabili, anche a causa della loro ubicazione. Inoltre, che lo spurgo non fosse un’operazione frequente lo dimostra un altro pozzo poco distante, sempre sul litorale, con le radici di un alberello, cresciuto lì accanto, attorcigliate proprio sul coperchio. Al momento non si hanno informazioni più dettagliate, ma la speranza dei villeggianti è che si tratti di casi isolati. Casi che comunque non fanno certo bene ad una borgata che, storicamente funestata dall’abusivismo, fa fatica a riprendersi le proprie coste.

triscina di selinunte

Egidio Morici
per L’isola