gianni pompeo casiniNon vorrei entrare nel merito del Comunicato del Consigliere Etiopia, ma non posso non rimarcare con fermezza alcuni passaggi che mi sembrano utili alla ricostruzione complessiva della vicenda.

“La serie di incontri” avviati “poco prima della recente stagione estiva” (cito alla lettera il consigliere Etiopia) – pur avendo avuto tema esclusivamente politico amministrativo, ed ovvero un confronto tra la base del movimento e le iniziative consiliari e assessoriali fin lì intraprese senza alcuno spirito di condivisione – è stata fortemente rischiesta dal sottoscritto e da altri membri del movimento, con cadenza mensile, atteso che, per un intero anno, gli organi statutari del movimento non sono mai stati consultati né convocati dal Presidente Bongiovanni.

In quelle riunioni mensili, senza tema di smentita, nessuno ha mai posto all’ordine del giorno questioni inerenti rimpasti in Giunta o criteri di designazione assessoriali. Inoltre, come è possibile dimenticare che era proprio compito del Presidente Bongiovanni indire, presiedere e coordinare tutte le riunioni che avesse ritenuto necessarie per enucleare criteri giusti, ed evitare le “somatizzazioni” di cui vagheggia ora il Consigliere Etiopia?

Eppure, nulla di tutto ciò: prima delle dimissioni del Presidente Bongiovanni, come ognuno potrà attestare, si è svolta una e una sola riunione su i“criteri”, nella quale, a dire il vero, è emersa, in seno all’assemblea, una dialettica tra il criterio di “scorrimento della lista” (criterio da sempre utilizzato dal Movimento Città Nuova sin dal suo sorgere) e un “non-criterio” che, mentre attaccava un metodo assolutamente democratico e trasparente, non ne esprimeva alcuno, trasportando la discussione su una vecchia idea di spartizione di nomi e poltrone.

A seguito delle dimissioni del Presidente Bongiovanni, l’Assemblea di Città Nuova ha steso un documento che – a dire dello stesso Bongiovanni – rispettava sia la verità delle cose, che la corretta elencazione di tutti i passaggi politici emersi nell’unica riunione che il Movimento ha dedicato alla scelta dei criteri per l’identificazione dell’assessore da proporre al Sindaco Errante.

Fin qui la politica! Che però, nel breve volgere di poche ore lasciava spazio a istanze personali, anzi, purtroppo “familiari”: come stupirsi nel leggere, all’interno della nota del consigliere Etiopia, assente per altro all’assemblea, una difesa “di sangue” del proprio cognato Gaspare Bongiovanni, condita dalle firme di mariti, padri, suoceri e amici strettissimi? E’su questo genere di istanze che l’idea politica ed etica di Città Nuova deve sussultare e ribellarsi!

Avrei preferito di certo che la vicenda rimanesse nel legittimo piano politico, valutando altre proposte di criteri che però – ahimè – non sono mai venute, e delle quali ancora in questo ultimo documento del Consigliere Etiopia non appare traccia.

Cosa avrebbe dovuto fare Città Nuova? Riconoscere al di sopra dei criteri l’esigenza di un nucleo familiare di avere una rappresentanza politica? Quale è stato l’errore della stragrande maggioranza del movimento: chiedere una rappresentanza interna alle liste democraticamente offerte al vaglio del Popolo Sovrano? Ed infine: perché si dovrebbe accettare la dietrologia come criterio di confronto delle coscienze e non il libero dibattito in seno all’unico organo presposto: l’assemblea del movimento?

Avevo da tempo paventato allo stesso Bongiovanni i rischi che la costituzione politica di clan, famiglie, potesse avere nella vita di un movimento, e questo comunicato del consigliere-cognato Etiopia me ne ha dato la triste conferma.

Sono scosso da parole in libertà che tentano di snaturare il senso della politica e della missione amministrativa, sprecando parole come “etica” o “libertà di coscienza” le quali, ora, rivelano solo piccoli interessi di famiglia, poco accettabili dalla democrazia e dalla stessa morale.

Naturalmente, questo è il mio personale sentire, che comunicherò alla prossima riunione dell’assemblea di Città Nuova; il Movimento, nella sua autonomia e pluralità, in tutta evidenza, si esprimerà nelle forme e nei modi che vorrà, ed attraverso i suoi organi statutari, nella riunione del prossimo 24 ottobre.

Comunicato Stampa – Gianni Pompeo