Sonia Alfano Castelvetrano Egidio MoriciMartedì, 15 aprile. Sono le dieci e mezzo di sera e in tv Floris ascolta le baggianate di Casini senza mai fargli la domanda che molti si aspetterebbero: “Non la imbarazza che siano stati proprio Cuffaro e i suoi amici l’unica linfa rimasta all’UDC?”.
Scelgo di non incazzarmi, spengo la tv e ripenso agli oltre sessantaseimila voti ottenuti da Sonia Alfano.

Ripenso agli incontri con la gente di Castelvetrano, Alcamo, Marsala, Trapani, Palermo e alla mancanza di fondi per la campagna elettorale di un movimento nato meno di due mesi fa.
Ripenso ai manifesti attaccati e coperti dopo un quarto d’ora dagli abusivi, perché quando l’illegalità diventa consuetudine è la legalità ad essere combattuta.
Ripenso alla competenza e al coraggio di persone come Paola Sobbrio, a cui ho dato la preferenza a fianco al simbolo perché semplicemente mi ha convinto, pur non essendo una mia parente o un’amica d’infanzia.

Ripenso a Beppe Grillo dietro il palco di Palermo, quando gli chiedo di convincere i castelvetranesi a votare per Sonia

Ripenso divertito alla conta dei voti di Pd e Pdl per passare il tempo nel mio seggio, nell’attesa dei scrutini regionali. Vicino a me c’era una rappresentante di lista del Pdl, con una carpetta colorata con su scritto qualcosa come “Berlusconi, difensore della libertà”. Io avevo solo un foglietto con due nomi: psiconano e topo gigio.
Ad un certo punto ho perso il conto e ho chiesto alla rappresentante di lista del Pd a quanti voti fosse lo psiconano. Mi ha risposto: “175”. Parlavamo la stessa lingua!

Chissà perché, ripenso anche al periodo dell’università, quando un mio amico a Palermo, forse durante un esame di sociologia della politica, interrogato da Alfio Mastropaolo sulla definizione del tipo di Stato che abbiamo in Italia, rispose “uno Stato di diritto” e venne corretto dal professore: “No. In Italia abbiamo uno Stato di merda”.
Mastropaolo è l’autore del libro “Il ceto politico” edito nel 93, dopo tangentopoli. Il testo è accademico ma il senso è concettualmente sovrapponibile a “La Casta” di Rizzo e Stella.
A volte sembra davvero che la storia si ripeta. Un anno dopo l’uscita del libro di Mastropaolo, nel 94, Berlusconi andò al governo. Oggi, un anno dopo l’uscita de “La casta”, c’è sempre lui. Ma se la storia si ripete davvero, non dovrebbe rimanere a lungo.

Ripenso a quei 383 voti per Sonia da parte dei Castelvetranesi e ai voti di Paola Sobbrio, candidata per la provincia, alla quale Castelvetrano ha dato un numero di preferenze secondo solo a Marsala, città dove Paola vive.

Un altro pensiero però si affaccia alla mia mente: Lombardo ha vinto e la Finocchiaro potrebbe tornarsene a Roma. Si libererebbe un posto all’ARS e, visto che il candidato presidente che ha preso più voti dopo la Finocchiaro è stata proprio Sonia Alfano, la possibilità di diventare una spina nel fianco del parlamento siciliano potrebbe diventare realtà.

Intanto ha già annunciato che nascerà a breve “un nuovo movimento politico che aggregherà i siciliani liberi e onesti fuori da ogni partito”.

Noi diciamo grazie a quelle decine di migliaia di siciliani, ai 383 castelvetranesi e a tutti coloro (stanno cominciando a moltiplicarsi) che vorranno tornare a firmare il 25 aprile per liberare l’informazione, schiava dei partiti e foraggiata anche con i nostri soldi.
Un ringraziamento particolare ad Enzo e Mary.

Finalmente qualcosa sta per accadere davvero.
Golia stia attento, Davide è già in giro con la fionda.

Egidio Morici
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