ospedale-castelvetrano-rischio-chiusuraIl Deputato regionale, Giovanni Lo Sciuto fa sentire la sua protesta in merito all’ elenco pubblicato dal ministero della Salute giorni fa, e dove veniva reso pubblico il numero degli ospedali da chiudere, in tutta Italia.

Tra i 20 nosocomi siciliani sotto tiro vi è anche quello di Castelvetrano. Il piano Nazionale, sarà confrontato con il Governo della Regione Siciliana che ha già predisposto un piano di riduzione di posti-letto in Sicilia, di oltre 1500 unità.

La provincia di Trapani, non può rinunciare neanche ad un solo posto letto – tuona piccato l’on. Giovanni Lo Sciuto -. Mi opporrò con tutte le mie forze in difesa dell’ospedale di Castelvetrano e degli altri presidi ospedalieri della Provincia, se ancora sarà considerata tale dal Governo Crocetta.

Dal punto di vista sanitario, il territorio trapanese va potenziato. IL Belice ed il bacino trapanese ha già meno posti-letto rispetto alla popolazione residente. Altro che chiudere! occorre rivedere invece la dotazione organica dell’intero sistema sanitario provinciale, senza concedere altri spazi all’area palermitana. Attenderò di capire l’orientamento del Governo regionale ma già annuncio che, farò ferma opposizione, a quanto previsto dal ministero della salute. Evitiamo una guerra tra poveri. i cittadini meritano servizi efficienti.

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Il Consigliere comunale del Gruppo Castelvetrano avvenire, Lillo La Croce, avendo appreso, dal quotidiano la “Stampa” dell’8 dicembre u.s., che nella lista degli ospedali da chiudere o depotenziare prevista dal “patto per la salute” che il Governo sta per sottoscrivere con le Regioni è inserito l’Ospedale di Castelvetrano, insieme al collega di gruppo Vincenzo Agate e ai Consiglieri Giacomo Saladino e Giuseppe Zaccone, del M.P.A. – Partito dei Siciliani”; Giuseppe Berlino della Lista civica LE ALI per Castelvetrano , Nicola Giurintano e Piero D’Angelo di Alleanza per la Sicilia, ha presentato al Sindaco, nella qualità di autorità sanitaria locale un’interrogazione al fine di sapere preliminarmente se la notizia risulti veritiere ed eventualmente quali misure concrete intende mettere in atto per fermare questo processo di perdita di valore, funzione e servizi del nostro territorio, a salvaguardia degli interessi legittimi della Comunità castelvetranese e dell’intera Valle del Belìce.

Nell’interrogazione si ricorda che la fondazione del primo edificio dell’ospedale della Città, promossa dagli stessi cittadini, risale al XV secolo.

Non volendo entrare nel merito del provvedimento nella sua logica intrinseca, in parte condivisibile, continua l’interrogazione, questa Valle del Belice non può rinunciare ad un presidio ospedaliero come quello di Castelvetrano e non certamente per ragioni campanilistiche o nostalgiche ma per sacrosante esigenze di servizi sanitari e sociali. E’ di tutta evidenza e pensiamo di non dover convincere nessuno che un Ospedale di 112 posti letto che serve un bacino d’utenza di circa 200.000 abitanti e un territorio vasto quale la Valle del Belìce, non può rientrare in nessuna ipotesi di chiusura per riordino o patto della salute che dir si voglia. Ipotizzare di chiudere o depotenziare un ospedale come quello di Castelvetrano è irrazionale e può trovare giustificazione solo in logiche di natura politica non improntate ad esigenze di buona sanità.

Vero è che ad oggi si tratta solo di progetto non ancora esecutivo, conclude il Consigliere La Croce, ma è in ogni caso un’ipotesi concreta di cui si discute ma, ricordando la triste vicenda della sede staccata del Tribunale di cui questa Comunità è stata scippata contro qualsiasi logica, preoccupati che ancora una volta questa Città venga mortificata da decisioni prese al di sopra delle nostre teste e che non siamo chiamati a condividere, si chiede al Sig. Sindaco di rassicurarci in merito e di renderci edotti sulle azioni che vorrà intraprendere nell’ipotesi peggiore di chiusra o depotenziamento del nostro nosocomio.

Per la verità il Sindaco ha immediatamente dato rassicurazioni sulla strategicità locale e regionale del nostro Ospedale in qualsiasi piano di riordino della Sanità, fermo restando che resterà vigile per evitare qualsiasi azione ai danni della Collettività castelvetranese.