Piano Casa SiciliaMezzo milione. Eccolo, il numero degli edifici interessati in Sicilia dal piano casa di Berlusconi: ville, villette, gli «appartamenti mono o bifamiliari» di cui ha parlato il premier, l´oggetto insomma dell´accordo fra il governo nazionale e le Regioni.

Il testo su cui si è trovata l´intesa a Roma indica la possibilità di ampliare almeno del 20 per cento, in deroga ai piani regolatori, edifici residenziali di volume massimo di mille metri cubi. Una misura scritta per rimettere in moto l´edilizia che, stando alle prime stime dell´amministrazione, avrà un impatto non indifferente sul territorio dell´isola. Il beneficio dovrebbe riguardare tutte le costruzioni a uso abitativo con almeno un piano fuori terra.

«Sono questi edifici a costituire lo spazio di operatività della futura legge», afferma Antonio Tumminello, dirigente dell´ufficio del dipartimento Territorio che si occupa di statistica. E, stando all´ultimo censimento Istat, in Sicilia sono 428.756 le case di questo tipo.


«È un numero in difetto, – osserva Tumminello – considerato che dall´ultimo censimento sono passati otto anni. Viste anche le recenti percentuali di rilascio di licenze edilizie per costruzioni di questo tipo, la cifra complessiva non dovrebbe essere inferiore al mezzo milione». Di certo, questa categoria di edifici rappresenta nell´Isola quasi un terzo dell´intero patrimonio residenziale: esattamente il 31,7 per cento. Media superiore rispetto a quella nazionale (22,6). Il maggior numero di «villette» ricade in provincia di Trapani (circa 74 mila), poi Catania (73.964) e Palermo (60.834). Ma non è da escludere che fra le costruzioni interessate dal piano casa (mille metri cubi corrispondono, secondo gli indici residenziali, a circa 330 metri quadri) rientri anche parte degli edifici con due piani fuori terra, che in Sicilia sono in tutto 587.353.

Il piano dovrà essere recepito adesso dalle Regioni. L´assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Gentile, conferma che le norme sull´ampliamento degli edifici, ovvero il cuore dell´intervento, saranno recepite anche in Sicilia. «Cercheremo di non derogare dalla quota del 20 per cento di ampliamento massimo degli edifici, malgrado il testo nazionale preveda delle eccezioni sino al 35 per cento», afferma Gentile. Il governatore Raffaele Lombardo, che sin dall´inizio aveva espresso perplessità sul piano casa di Berlusconi, rimane prudente: «La Sicilia ha potere legislativo assoluto in questa materia e già sta discutendo diversi disegni di legge: si arriverà a un testo che avrà molte cose in comune con il piano del governo, ma si discosterà per alcuni aspetti. Prevederemo degli incentivi, perché oggi costruire 70 metri quadrati comporta gravi sacrifici finanziari che molte famiglie non possono sostenere».

L´obiettivo del governo Lombardo è quello di rilanciare una politica di sostegno per chi acquista la prima casa, attraverso contributi per l´abbattimento degli interessi dei mutui. Il presidente aggiunge che «ci saranno anche misure adeguate per chi vive in condominio». E gli incentivi, dice ancora, vanno studiati anche per chi accetta di «abbattere una costruzione abusiva per costruirne un´altra» o per chi «possiede una casa nei centri storici, oggi ghetti per immigrati». Con un paletto: «Bisogna impedire che si costruisca dove ci sono state le sanatorie».

Pino Apprendi, deputato del Pd, condivide l´idea di «aiutare quei cittadini che non hanno ancora la prima casa. Ma i fondi dovranno essere destinati alla messa in sicurezza di edifici pubblici tra cui scuole e ospedali». Legambiente è critica: «Il nostro territorio – dice il presidente siciliano Mimmo Fontana – verrà aggredito da una nuova colata di cemento. Ville e villette oggetto della riforma sono state realizzate, per la maggior parte dei casi, abusivamente. Per questo motivo il piano rischia di assumere, in Sicilia, una portata ancora più grave, trasformandosi nell´ennesimo premio per i furbi».

Emanuele Lauria
per Repubblica.it

Maira (Udc), voteremo contro Piano casa regionale stravolto
”Voteremo contro questa legge che del Piano casa porta solo il nome, ma in realta’ e’ diventata una cosa diversa. Abbiamo detto che ci opponevamo a una legge che divenisse il pretesto per stimolare affari e coprire interessi. Non possiamo che essere consequenziali davanti a quello che sta succedendo in Aula”. Lo afferma Rudy Maira, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, che aggiunge: “Stasera e’ passato anche cio’ che ritenevamo impossibile: l’allargamento dei benefici per gli immobili adibiti ad attivita’ artigianali ed industriali gestiti dai consorzi Asi e nelle aree D. Questo Piano casa ormai e’ stravolto ed ha perso lo spirito iniziale, nell’ignavia del presidente Lombardo”.

“Il nostro partito non si oppone certo alle norme che diano impulso all’economia ed alle categorie produttive – conclude Maira – ma al modo con cui nel Pd e nella rabberciata maggioranza del presidente della Regione si dia vita a un’azione che consentirebbe ‘interessi e affari’ attorno al Piano casa”.