licenziamento.jpgAncora tagli per l’anno scolastico 2008/09. Gli organici del personale docente nella nostra provincia saranno “falcidiati” in tutti gli ordini di scuola dove saranno tagliati 176 posti così distribuiti: 91 scuola primaria, 42 scuola secondaria di primo grado, 43 scuola secondaria di secondo grado.

Le OO.SS. hanno già espresso un giudizio negativo sui provvedimenti contenuti nella legge Finanziaria 2008 e sulla c.m. n. 19/08 che prevede che il numero delle classi prime si determini tenendo conto soltanto del numero complessivo degli alunni, indipendentemente dai plessi e dalle sezioni staccate, dai diversi indirizzi, corsi di studio e sperimentazioni, mettendo a rischio la loro sopravvivenza. L’effetto immediato è l’aumento, notevole, del numero di alunni per classe.

Le disposizioni sugli organici emanate dal Ministero, in attuazione della Finanziaria 2008, produrranno un effetto devastante sul sistema scolastico della nostra provincia. In particolare nella scuola primaria si pagherà un prezzo altissimo.

La FLC-CGIL, la CISL Scuola, la UIL Scuola e lo SNALS-CONFSAL intendono denunciare con forza quanto segue:
1 la prassi di fissare tetti di organico sui dati previsionali delle iscrizioni ha come conseguenza danni irreparabili. Il decremento previsto dal Ministero, per la scuola primaria nella nostra provincia, per l’anno scolastico 2008/09, non corrisponde ai dati reali: 526 previsti contro 403 reali. Ciò significa che 113 alunni dovranno essere “spalmati” entro il tetto fissato.
2 Il tetto fissato risponde a logiche numeriche che disattendono anche agli stessi parametri ed ai criteri fissati dal D. M. n. 141 e dal D. M. n. 331 e dalla stessa C.M. n. 19, del 1 Febbraio 2008, già contestata dalle OO.SS. in quanto restrittiva rispetto alle normative vigenti.

L’organico va subito verificato e rivisto sulla base dei dati reali, rispondendo alle richieste dei Dirigenti Scolastici che, nel rispetto delle norme, hanno chiesto 1934 posti contro i 1869 assegnati dall’U.S.R..
Le scriventi OO.SS. ritengono che la logica dei “tetti” produce un’illegittimità di fatto nella formazione delle classi in quanto è applicata in contrasto ed a prescindere dalle norme che la regolano.
L’amministrazione continua a perseguire un obiettivo di risparmio della spesa, incurante delle ricadute sulla funzionalità della scuola pubblica statale e, quindi, sul diritto allo studio nel nostro paese.
Si sopprimono classi in plessi funzionanti con meno di 75 alunni, distanti anche diversi chilometri dai centri cittadini, dove perdere l’istituzione scolastica significa perdere l’unico presidio culturale, senza considerare minimamente né il rischio di vedere chiusi molti plessi e sezioni staccate né le conseguenze sui cittadini. Non autorizzare classi prime in queste realtà significa avviare un processo di chiusura dei suddetti plessi che comporterà alle famiglie un aggravio di spesa e un notevole disagio.
Inoltre in diverse istituzioni scolastiche della nostra provincia, per l’anno scolastico 2008/09, si accorperanno classi intermedie anche con più di un alunno diversamente abile (anche 3) ignorando la norma che lo prevede “ solo in casi residuali “ (DM 141), non tenendo conto né della continuità didattica né delle norme che tutelano il diritto all’integrazione dei diversamente abili.
Sono disattese le norme sulla sicurezza, di cui si fa un gran parlare, ma nei fatti moltissimi sono i casi in cui gli spazi dovuti per legge a tutti i bambini e a tutti i lavoratori non sono garantiti. Le aule scolastiche sono spesso piccole e inadeguate.

Le OO.SS. denunciano la situazione di soprannumero che colpirà molti docenti di ruolo che rimarranno a disposizione, la mancata effettuazione di trasferimenti interprovinciali che renderà impossibile il rientro di molti emigrati e le mancate immissioni in ruolo dei tanti precari che attendono da numerosi anni di avere stabilizzato il loro lavoro e, quindi, la loro vita.
L’aumento degli alunni per classe vanifica ogni sforzo in direzione del miglioramento dell’offerta didattica e dell’esigibilità del diritto allo studio, sopratutto nelle zone periferiche ed interne che registrano una bassa popolazione scolastica ed è in aperto contrasto con le esigenze e le attese del corpo docente, che sia messo in condizione tale da poter garantire il miglioramento dell’offerta formativa, degli studenti che attraverso una scuola di qualità si pongono l’obiettivo di costruirsi un futuro e dello stesso Paese che vuole studenti più preparati..

Le OO.SS.
• Impegnano le loro segreterie regionali e nazionali nei confronti del Direttore Generale, dott. Di Stefano,dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’ Ufficio Scolastico Provinciale affinché intervengano per impedire un taglio cosi alto degli organici; per avere una distribuzione equa degli organici, allo scopo di fare fronte alle reali situazioni di disagio presenti negli istituti della nostra provincia.
• S’impegnano, insieme alle proprie Confederazioni, a coinvolgere nella vertenza che intendono portare avanti, i rappresentanti politici provinciali e regionali affinché si facciano carico di rappresentare, nelle sedi competenti, le problematiche del territorio offrendo una lettura che tenga conto della situazione socio-economica del territorio Trapanese.
• Invitano le RSU, il personale docente, il personale ATA, gli studenti e i cittadini alla mobilitazione a sostegno d’iniziative di lotta per la scuola pubblica in provincia di Trapani.