Quest’autunno, in data ancora da stabilire, si terrà il referendum sulla riforma costituzionale proposta dal ministro Maria Elena Boschi e appoggiata dal Governo Renzi, che chiamerà milioni di italiani a decidere con un secco Sì o No le sorti della nostra Costituzione.

davide-russoSi tratta di una delle riforme più ampie e complesse della storia della Repubblica Italiana. Una riforma che prevede la modifica di oltre 40 articoli, peraltro proposta da un governo non eletto dal popolo.

Il Senato non verrà abolito, non avrà più potere legislativo ed a eleggere i senatori saranno i consiglieri regionali.

Il bicameralismo in sostanza non viene superato, viene solamente reso più ingarbugliato.
La sola Camera dei Deputati dovrà rappresentare la Nazione, dare fiducia al governo, esercitare la funzione legislativa, imprimere l’indirizzo politico e controllare tutto l’operato del governo creando svariati contrasti tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato.

In realtà la tanto attesa semplificazione resta soltanto un’illusione creando una forma di squilibrio tra Camera e Senato; infatti avremo da un lato 630 deputati e dall’altra parte 100 senatori. Sarebbe quindi più adeguato ridurre di un quarto tutti i parlamentari (deputati e senatori) e di un terzo tutti i salari.

Se la riforma passa si andrà a risparmiare soltanto il 20%. In effetti saranno in arrivo nuove indennità in aumento per tutti i parlamentari. Eppure questa riforma non garantisce la sovranità popolare in compagnia della legge Italicum che punta a trasfigurare una semplice minoranza in una possibile forza di governo. Di conseguenza consegna la sovranità nelle mani di pochi. Cambieranno anche le proposte di iniziativa popolare che passeranno da 50mila a 150milla.

Cambia anche il quorum necessario per l’elezione del presidente della repubblica dalla quarta votazione in poi. Non si tratta di una riforma semplice e agevole. Si tratta, invece, di una riforma senza senso fatta soltanto per avvantaggiare un solo partito politico che in questo caso sarebbe il PD. Si passerebbe da una forma di monocrazia nazionale ad una forma di tecnocrazia sovranazionale che continuerebbe a indebolire il futuro socio-economico del nostro paese.

Personalmente quello che mi è fuori luogo è la leggerezza con cui è stata proposta questa riforma. La costituzione infatti fu il frutto di due anni di lavoro portato avanti da tutte le forze politiche. Oggi questa riforma è proposta da una sola forza politica.

Ritengo che votare NO sia un dovere obbligatorio per il bene del nostro popolo.