Finalmente l’Italia si adegua alla media dei prezzi europei dei farmaci generici.

Da oggi infatti, più di 4.000 farmaci equivalenti costeranno di meno per iniziativa dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” ritiene utile riportare per favorirne la divulgazione.

Come è noto, infatti, i medicinali generici sono quelli definiti come “bio-equivalenti” (cioè con un comportamento nell’organismo del tutto simile a quella originale) ad un prodotto il cui brevetto è scaduto e del quale ha il medesimo comportamento.

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Le conseguenze dell’operazione “sconto in farmacia”, così la potremmo definire, saranno sia indirette in quanto ci potrà essere un risparmio totale stimato in oltre 700 milioni di euro per lo stato, sia dirette per gli evidenti vantaggi immediati per i cittadini che potranno avere gli stessi benefici dai farmaci generici, ma a prezzi più bassi.

Chiaramente in tutto ciò sarà importante una campagna informativa adeguata per spingere i consumatori realmente bisognosi all’acquisto dei medicinali equivalenti che spesso vengono ritenuti, a torto, come meno sicuri o efficaci.

La prova della disinformazione viene direttamente dalla statistica. Infatti, se nel Unione Europea la percentuale di vendita dei farmaci si assesterebbe intorno al 50%, arrivando a punte del 70% in paesi come la Germania, nel Belpaese vi è un crollo di tale percentuale che arriverebbe solo al 12%.