Da Partanna non passa alcun meridiano, e non c’è nessun fuso orario, eppure spostandosi di alcune centinaia di metri lungo la strada principale del paese cambia per ben tre volte l’ora. Almeno quella segnata dagli orologi pubblici che dovrebbero regolare le giornate dei cittadini, anche se in tempi di smartphone con sempre meno frequenza si consultano gli orologi da polso, figurarsi quelli stradali.

Ma forse proprio per questo sarebbe auspicabile tenersi al passo coi tempi, con la puntualità che la vita odierna impone riguardo le innovazioni tecnologiche, adeguando tutti gli strumenti di connessione temporale, pure quelli meno social.

Comunque l’orario ufficiale cui ai partannesi conviene sincronizzare le loro lancette è quello dell’orologio che campeggia di fronte alla caserma dei carabinieri, arrivati all’altezza di piazza Umberto I. L’unico che tiene a dovere il tempo infatti è quello, salendo o scendendo per via Vittorio Emanuele.

Perchè a poca distanza, prima di arrivare nella centrale piazza Falcone Borsellino, ecco che di colpo si ritorna al futuro (o al passato, dipende dai punti di vista) consultando l’altro orologio posizionato a pochi passi dalla «villa».

Stessa escursione temporale poi investe chi volesse alzare il naso all’insù per rendersi conto di che ora sia, una volta giunti sotto al campanile settecentesco della chiesa di San Francesco d’Assisi, unica testimonianza rimasta dell’edificio crollato nel 1968 a causa del terremoto. Anzi, lì il tempo si ferma proprio, non solo di fronte al ricordo della distruzione che da poco ha compiuto cinquant’anni. Muto scorrere, come muti sono i due grandi quadranti posti sotto la caratteristica cuspide piramidale, quella sì ricostruita, negli anni ’90.

«Risale a circa due anni e mezzo fa l’ultima volta che l’orologio di San Francesco è stato aggiustato, ma nel giro di poco tempo si è guastato – dice il sindaco di Partanna, Nicola Catania – Abbiamo pensato a farlo di nuovo riparare, però il fatto è che dalle nostre parti in pratica non ci sono artigiani regolarmente in attività che conoscano meccanismi delicati come quelli, e nemmeno nell’albo della pubblica amministrazione si trovano ditte specializzate».

E che sarebbe bello rivedere funzionare l’orologio che ha scandito il tempo dei partannesi negli ultimi secoli lo dicono prima di tutto coloro che non si stancano di segnalare tale mancanza. Anche se c’è chi ricorda che quando l’orologio del campanile venne aggiustato, c’era chi si lamentava per il volume alto dei rintocchi ad ogni ora.

Invece, «per quanto riguarda quello di piazza Falcone Borsellino, si tratta di problemi elettrici, come quelli da poco risolti dai tecnici comunali riparando l’orologio che c’è in via Antonio Gramsci, al Camarro – continua Catania – Penseremo a provvedere anche a questa problematica, prima di rifinire tutti i lavori di manutenzione, i cantieri al momento aperti per le vie del paese».

Poi è lo stesso primo cittadino partannese a considerare come, viste le spese da affrontare per aggiustare di volta in volta ingranaggi e contatti ormai obsoleti, «a questo punto tanto varrebbe forse cambiare i vecchi orologi che non funzionano bene, sostituendoli con moderni meccanismi al quarzo o a carica solare».

Così da confermare il ruolo di Partanna come capofila, non solo in provincia di Trapani, nell’uso delle nuove tecnologie, tra l’altro con una struttura dedicata quale il Coworking/FabLab, aperto allo sviluppo delle capacità delle giovani generazioni.

Alessandro Teri
per Giornale di Sicilia