“Lavoro e famiglia: conciliare si può”: è stato questo il tema della cerimonia dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, al Palazzo del Quirinale, conclusa dall’intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Nel corso della cerimonia, introdotta da un filmato e condotta da Alessandra Mancuso, una giovane giornalista precaria, Ilaria Ravarino, spiega le ragioni per cui le è difficile affrontare la maternità.

La cerimonia di quest’anno intende presentare la conciliazione tra vita privata e lavorativa come una sfida costante che si può e si deve vincere, e le onorificenze saranno assegnate proprio a persone che sono riuscite ad affrontarla positivamente. Si vuole, così, contribuire a dimostrare che la conciliazione tra ambito familiare e lavorativo costituisce un elemento fondamentale non solo per realizzare il benessere personale ma anche per offrire condizioni di vita migliori per un imprescindibile fattore di crescita economica del Paese.

Come negli anni precedenti festoni di mimose orneranno l’ingresso del Quirinale e la guardia di onore sarà composta da personale militare femminile.

Le quote rosa non mi piacciono molto, preferirei non ce ne fosse bisogno, che le donne fossero messe davvero in condizione di competere con il resto del mondo.

Le donne per essere competitive non hanno bisogno di quote rosa, ma di asili nido, di aiuti per la famiglia e per sostenere il doppio peso che rende difficile lo loro professionale.

Ministro dell’ Interno, Anna Maria Cancellieri

Sulle donne si è scaricata molta della flessibilità cattiva, e noi vorremmo separarla da quella buona.

Il governo è impegnato in una riforma del mercato del lavoro che includerà e rafforzerà i segmenti deboli. E quello più debole è rappresentato proprio dalle donne che difficilmente riescono a farsi valere valere sul lavoro, perché non abbiamo una società basata sul merito

Ministro del Lavoro e delle Pari opportunità, Elsa Fornero