Il Giudice Dr. Lorenzo Chiaramonte del Tribunale penale di Marsala, ha pronunciato sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste nei confronti della ex responsabile del reparto di pediatria del Nosocomio Vitt. Emanuele di Castelvetrano dott.ssa Giuseppina Giarraputo (difesa dall’Avv. Franco Messina) e dei medici del reparto Salvatore Bertolino (Avv. Davide Salamone), Antonino Leggio (Avv. Giuseppe Ferro), Grazia Como (Avv. Marcello Consiglio), Carmela Parisi (Avv. Marco Siracusa), tutti accusati dalla Procura della Repubblica di Marsala di aver provocato lesioni colpose ad un neonato per una presunta ritardata (dieci giorni) diagnosi della SAG Sindrome Adreno Genitale, rarissima malattia genetica ed ereditaria.

I fatti risalgono al mese di giugno dell’anno 2009, quando nel reparto di Ostetricia e Ginecologia nasce un neonato prematuro di kg. 2,310 descritto alla nascita come maschio e denunciato all’anagrafe il giorno dopo col nome di Gabriele.

Nato pretermine e piccolo per l’età gestazionale, è stato subito necessario monitorare la sua alimentazione, isolarlo per prevenire complicanze infettive, tenerlo in osservazione in culletta termostatica e sottoporlo a esami clinici periodici che risultavano nella norma.

Si sono spese le necessarie cure per fronteggiare e risolvere un ittero curato con adeguata fototerapia e al decimo giorno dalla nascita, la dott.ssa Giarraputo ne dispone le dimissioni protette mandandolo a casa per favorirne l’allattamento al seno della madre.

Il bambino possedeva un apparato genitale apparentemente di tipo maschile, con una virilizzazione del quinto grado della classificazione di Prader, quindi un pene di normali dimensioni e caratteristiche prettamente maschili.

Il piccolo era in buone condizioni di salute, riprendeva peso e non aveva sintomi di perdita di sali come sudorazione o vomito, sino alla 10 giornata di vita in cui, su disposizione degli stessi pediatri, viene riportato in reparto per un controllo del sangue che mette per la prima volta in luce uno squilibrio idroelettrolitico.

Gli stessi medici dell’Ospedale di Castelvetrano decifrano quel sintomo della perdita di sali come un possibile segnale d’allarme, ipotizzano la Sindrome Adreno Genitale e dispongono l’avvio all’UTIN del Civico di Palermo, ove viene ricoverato e descritto come maschio anche dagli specialisti di quel centro sanitario di eccellenza.

Solo in quel centro specialistico si è potuto eseguire accertamenti genetici come l’analisi cromosomica che conferma la diagnosi dei medici castelvetranesi, procedendo con la terapia ormonale che fa si che la bambina possa essere tenuta sotto controllo nella rara malattia genetica intrauterina trasmessale ereditariamente.

Un processo penale lungo quattro anni che ha costretto alla sbarra i cinque medici, con perizie medico legali e disquisizioni medico scientifiche, ha messo in luce l’innocenza degli imputati che non hanno potuto diagnosticare prima dei dieci giorni la malattia genetica intrauterina che era asintomatica e che non lasciava pensare che quel neonato fosse di sesso femminile, data la eccessiva mascolinizzazione dei suoi genitali.

L’avvocato Francesco Messina, difensore della Dott.ssa G. Giarraputo: “Prima dell’inizio del processo penale avevamo segnalato alla Procura che il capo d’imputazione fosse il frutto di errori e di insufficiente valutazione medico scientifica del caso raro e della sua imprevedibilità, avevamo depositato una relazione di perizia di un luminare che confutava quella avversa del consulente del PM. Inutile aver richiesto un’archiviazione delle accuse evidentemente compromesse da palesi vizi ed errori plateali, si è dovuto attendere altri due anni per ottenere piena giustizia per la mia cliente ex responsabile del reparto, alla quale finalmente è stata restituita la serenità e la dignità professionale.”