In città, dove la voglia di verde e natura è un’esigenza per il corpo e per la mente, siamo in tanti orfani di giardini e aree verdi da custodire, tanto da arrivare a coltivare il proprio orticello in balcone, in un tripudio di colori, odori e sapori, magari ingannevoli ma appaganti.

Questo, insieme al bisogno di migliorare le risorse naturali e del territorio, oltre a quello di aggregazione degli individui, ha spinto Legambiente a proporre il modello degli ‘Orti Urbani’, che in primavera ne porterà 200 a Roma.

Ispirati dai numerosi orti metropolitani di New York, dagli orti di quartiere condivisi tra più persone a Provindence, da quelli nel St. James Park di Londra, a Parigi, Helsinki, oppure in Italia a Torino, Parma, Ancona o Modena, anche a Roma la gestione di immensi spazi agricoli all’interno delle aree protette della campagna romana.

I primi due ettari di terreno, suddivisi in appezzamenti di circa 70 metri quadrati ciascuno, saranno all’interno del monumento naturale Quarto degli Ebrei – Tenuta di Mazzalupetto, nel quadrante nord della Capitale, ma la speranza è di estendere l’iniziativa ad altre aree.

Un’occasione preziosa per molti … formativa per i più giovani, vitale per gli anziani, utile per chi sente bisogno di produrre quello che mangia e per tutti quelli che hanno difficoltà a ‘procurarselo’, indispensabile per chi ha perso il contatto con la natura.

Inoltre, in questo modo, molte braccia al momento improduttive potrebbero tornare all’agricoltura, con vantaggi per il portafoglio e la salute, penalizzata dalla sedentarietà e da un mercato dedito alle sofisticazioni . Qui a castelvetrano, vi sono parecchi territori confiscati alla mafia ,potrebbe essere utile stabilire quali potrebbero avere le caratteristiche necessarie per raggiungere tale scopo. Saremo grati all’amministrazione locale, se considerasse questa possibilità.