Il dolore di una madre riesce, per sua natura, a spingersi oltre muri di gomma e mulini a vento, arrivando a smuovere le coscienze omertose o addormentate. È ciò che è accaduto tra Angelina Manca e Giuseppe Campo: lei madre di Attilio, medico il cui assassinio è passato per suicidio da overdose; lui pentito ed ex mafioso del messinese, che ha rivelato come inizialmente avrebbe dovuto sparare all’urologo di Barcellona Pozzo di Gotto.

“Ora, finalmente, posso dire che mio figlio è stato ammazzato” è la frase shock pronunciata da Angelina alla presentazione del libro del vicedirettore di Antimafia Duemila, Lorenzo Baldo, “Suicidate Attilio Manca” (edizioni Imprimatur) avvenuta lo scorso giovedì 16 febbraio presso il Centro “Basile” di Castelvetrano.

Ed il caso di Attilio Manca approdò proprio a Castelvetrano perchè un infermiere contattò la famiglia Manca sostenendo che in questa città Attilio avrebbe visitato un anziano che a suo dire sarebbe stato Bernardo Provenzano.

Credo che il dolore di una madre, quando si sente e si tocca, faccia capire ciò che una famiglia prova. Ma anche i mafiosi e le persone che consideriamo malvagie hanno un cuore. Mi auguro che dopo Campo altri pentiti possano parlare” dice la signora Manca, in collegamento, all’evento moderato dal giornalista Rino Giacalone.

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