olio nocellara del beliceCinquanta per cento in meno della produzione ma una migliore qualità rispetto allo scorso anno.

Le olive della pregiata cultivar Nocellara del Belice e che è utilizzabile sia per produrre olio extravergine di oliva sia come oliva da mensa, non assicurano agli agricoltori un reddito certo, soprattutto perchè ogni anno si pone la questione relativa al prezzo di vendita del prodotto per il quale spesso non vengono raggiunti accordi preventivi tra i produttori.

Circostanza questa che provoca sempre lamentele per gli scarsi guadagni che non riuscirebbero a fare fronteggiare le spese. Per discutere del futuro dell’oliva Nocellara del Belice e delle problematiche che ruotano attorno alla sua produzione e commercializzazione lunedì 23 settembre, alle 20:00, l’associazione produttori olivicoli «Nocellara del Belice» terrà un’assemblea nell’ex chiesa Addolorata.

L’obiettivo è mettere a confronto esperienze ed esigenze fra il mondo della produzione e della commercializzazione, cercando di promuovere nuove forme di associazionismo e incontro fra la domanda e l’offerta. In particolare le olive da tavola Nocellara del Belice rappresentano uno dei più importanti prodotti del triangolo Campobello, castelvetrano e Partanna, tra i cui territori è stato stimato che si producono oltre 300.000 quintali di olive, pari al 75% della produzione regionale.

Nel comparto lavorano più di 5mila aziende che fanno registrare un fatturato di quasi 30 milioni di euro e, dunque, per l’associazione produttori olivicoli «Nocellara del Belice» va contenuta la crisi che investe anche questo comparto sostenendo aziende e produttori e remunerando in modo adeguato gli attori della filiera «in una ottica di rispetto e di trasparenza».

Margherita Leggio
per La Sicilia