Nocellara del BeliceLe impressioni ricevute nel corso delle quattro tappe della Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia, organizzata dalla Fidal Servizi e dalla sua Casa Italia Atletica, in Germania e Austria, a partire dal mese di Febbraio di quest’anno, sono state ampiamente dimostrate con la conclusione a Berlino. Sport, soprattutto atletica, e alimentazione, è un’accoppiata vincente proprio perché trova nel territorio e nelle risorse che esso esprime, il denominatore comune.

Tappe che, grazie a “Teatro Naturale”, abbiamo avuto modo di raccontare con dovizia di particolari e con tempestività, riportando le impressioni, di cui si parlava all’inizio di questa nostra nota conclusiva, su una manifestazione che ha permesso di spiegare e presentare a operatori commerciali e turistici, esperti e giornalisti, opinion leader e semplici consumatori il valore dei primati e delle eccellenze agroalimentari, diffondendo, con l’aiuto prezioso dei nostri campioni, a partire da Stefano Baldini, l’immagine di un Paese, il nostro, ricco di bontà ed eccellenze.

Ai mille partecipanti registrati nelle varie tappe ci sono da aggiungere i 16 mila visitatori dello stand antistante l’ingresso dello stadio olimpico; i quasi 8 mila che hanno frequentato lo spazio di Illy Caffè, nella Frederichstrasse; i cinquemila visitatori delle mostre e di quelli frequentatori delle iniziative svolte all’Hotel Ellington, nel pieno centro della incantevole Berlino, la sede centrale di Casa Italia Atletica e della Fidal, luogo di incontro dei nostri atleti e dei tecnici della nostra nazionale. Un altro migliaio i visitatori, provenienti da ogni parte del mondo, che hanno assistito a un vero e proprio spettacolo, nel nostro caso, enogastronomico, di due ore, allestito sotto la porta di Brandeburgo che ha visto come protagonista il riso, con la preparazione da parte di uno dei fratelli Ferron, noti chef del ristorante del riso di Isola della Scala, in provincia di Verona, là dove si concentra la produzione della varietà “Riso Vialone Nano Veronese” igp, insieme ai formaggi, gli oli extravergine, i vini e i dolci.


Numeri importanti per l’immagine di un Paese che ha tutto da guadagnare con i suoi primati e le sue eccellenze agroalimentari, non solo per rafforzare la presenza sul mercato tedesco di queste bontà , ma, anche, per rendere i territori di origine di questi prodotti grandi opportunità di richiamo turistico. Ed ora i veri grandi protagonisti della Maratona.

L’Alto Adige con i suoi formaggi, in particolare lo Stelvio dop, il suo speck igp e, soprattutto, le mele igp con la spremuta delle stesse, una bevanda piacevole, dissetante; E poi i vini, i grandi vini di questa terra, la punta più a nord del nostro Paese, segnata dalle Dolomiti, da piccoli laghi e minute pianure, interamente coperte da impianti di mele, con le vigne e i castelli a fare da cornici.

Il Veneto, con la varietà dei suoi formaggi dop, dai più famosi Asiago, Grana Padano e Montasio dop, ma anche quelli meno noti, come il Monte Veronese e la Casatella Trevigiana, sempre dop, e quelli che sono in attesa di diventarlo, il Piave e il Formaggio ‘mbriago; i suoi.radicchi (ben quattro e tutti igp) a caratterizzare una agricoltura ricca e una cucina, soprattutto se protagonisti, di piatti a base di un riso tutto veneto, il Vialone Nano Veronese dop, che, come sopra si diceva, ha recitato in modo perfetto la sua parte ogni qualvolta è stato chiamato a farlo: Anche qui salumi, prosciutti, castagne, due asparagi bianchi dop e, perfino, una ciliegia, quella di Marostica, a introdurre la Regione che produce più vino in Italia, con una varietà enorme di tipologie, grazie ai suoi vitigni autoctoni. Vini noti in tutto il mondo. Una Regione che, grazie ai suoi laghi, in particolare il Garda, riesce a creare zone dal carattere mediterraneo ed a esprimere il primato della Regione olivicola più al nord al mondo, con due oli, il “Garda” orientale, quello della provincia di Verona, dop, e il “Veneto”, anch’esso dop, che comprende altre realtà, come i colli Euganei e Berici e quelli del trevigiano,dove impera e domina sempre di più il Prosecco, oggi nella versione delle due Docg e una doc. E’ questa la Regione che segue immediatamente l’Emilia e Romagna in testa alla graduatoria dei riconoscimenti dop e igp, le nostre sempre più preziose eccellenze.

La Città di Milano, eletta città europea dello sport 2009, con il suo grande appuntamento del 2015, l’Expo, che deve diventare la meta di mille maratone del gusto e delle bellezze d’Italia. Una occasione da non perdere, anche per le sue preziose eccellenze, a partire dal Gorgonzola e dal Quartirolo, due formaggi dop insieme al Taleggio, sostenuti per l’occasione da uno spumante a basse di Pinot nero e Chardonnay, prodotto in una delle terre elette dello spumante italiano, l’Oltrepò pavese, in quel di La Versa, in mancanza del vino doc di questa Città, il San Colombano.

Da Milano fino alle Marche, con l’unico Olio dop di questa regione, “Cartoceto”, e l’igp “Vitellone Bianco dell’Appennino”, due delle eccellenze delle Marche dalle dolci colline e dal mare splendido con i suoi doc e docg Verdicchi, il delizioso Lacrima di Morro d’Alba e la sua Vernaccia di Serrapetrona, uno spumante dal bel colore rosso vivace che si adatta ai salumi ed ai piatti saporiti di una cucina di mare e di terra che è da assaggiare. Per arrivare alla provincia posta più a sud di questa Regione, Ascoli Piceno, la patria dell’”Oliva Ascolana del Piceno” dop, dei grandi vini piceni, noti ai tempi dell’antica Roma, dell’Offida doc.

Dalla terra dell’antico popolo dei Piceni, l’attraversamento del fiume Tronto basta per toccare le colline del vicino Abruzzo, dove l’incontro si è avuto con la prestigiosa azienda vinicola Zaccagnini di Bolognano, in provincia di Pescara, i Montepulciano d’Abruzzo Rosso e Cerasuolo e il Trebbiano che qui esprime, da sempre, profumi e sapori particolari.

Ed ecco, sempre seguendo l’Adriatico e, subito dopo, la Provincia di Chieti, il Molise, il mio Molise, presentato da una pubblicazione tradotta in lingua tedesca. Con la transumanza terra di passaggio ed, oggi, di tartufi, in particolare quello bianco, che dà al Molise il primato della raccolta e poi la polenta di Macchiagodena con la farina ricavata da antiche verietà di granturco, pane di Venafro e vini applauditi nelle diverse occasioni, a base di Montepulciano, Aglianico, Greco, di aziende del Basso Molise, Borgo di Colloredo, Catabbo e D’Uva. La terra del caciocavallo, quello rinomato, già olimpionico, dei Di Nucci di Agnone e, sempre della città delle campane, mozzarelle di bufala dop. Poi, insieme a un olio monovarietale di una delle aziende agroalimentari italiane fra le più conosciute al mondo, gli oleifici Colavita, il sempre più apprezzato olio della varietà“Gentile di Larino” di una capace cooperativa e i salumi “Amori e Sapori”dell’antica capitale dei Frentani, la Ventricina, il salume che si scava e non si taglia e, per la prima volta, oltre i confini nazionali, la “Pampanella di San Martino in Pensilis, un boccone di maiale infornato dalla particolare bontà .
Non poteva non esserci la pasta che ha contribuito a diffondere l’immagine della Regione, la Molisana, e un caffè che ha entusiasmato i 5 mila ospiti che sono passati da Casa Italia Atletica all’hotel Ellington nel centro di Berlino.
Dal Molise alla vicina Campania con la sicurezza e la fantasia di una Regione ricca di bontà, a partire dalla Mozzarella di Bufala dop che qui recita la sua parte più importante, lungo le pianure bagnate dal Sele e dal Volturno.

Straordinari vini docg, Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino e numerosi doc a ricordare la storia del vino italiano e i grandi dell’antica Roma, il Cecubo e il Falerno in particolare, e meravigliosi oli (già tre dop) della Regione che esprime il numero più alto di biodiversità e che, per l’immagine delle nostre eccellenze olivicole, mette a disposizione il Concorso “Sirena d’oro di Sorrento”, il solo che riguarda gli oli dop. La Pasta di Gragnano e il Pomodoro S. Marzano sarnese-nocerino dop, che non ha uguali per la sua gustosità e versatilità, quello che ha reso famosa nel mondo la cucina napoletana con la sua pizza e i suoi spaghetti. E poi la Melannurca Campana igp, così cara ai poeti e scrittori di questa terra; la Castagna di Montello e di Roccadaspide igp come il Carciofo di Paestum; il Fico del Cilento e il Cipollotto Nocerino dop e, infine i limoni, entrami igp, sia di Sorrento che della costiera amalfitana a segnare di giallo, di pagliarelle e di terrazzi, una delle sette meraviglie del mondo, la costiera amalfitana e sorrentina, in quanto a paesaggio e ambiente. Uno spettacolo che nessuno può mai dimenticare.

Dal Tirreno di nuovo sull’Adriatico, per l’incontro con la Regione più lunga d’Italia, la Puglia, ben 450 chilometri, un tempo riparo dei pastori abruzzesi, punto di arrivo e di partenza della transumanza lungo le autostrade verdi tracciate dagli animali, i tratturi (trac= andare e tur= tornare), il percorso di antiche civiltà che, attraverso il Molise, si riconoscono nei piatti di una cucina, nei prodotti e nei costumi. Il Canestrato pugliese dop e la burrata; il Pane di Altamura, unico dop riconosciuto e altro ancora, in una mescolanza di profumi e di sapori, davvero unici e particolari. In uno dei collegamenti quotidiani con la Web Raisport. Rai, ho raccontato la storia del panettiere di Altamura, che, con il suo pane e la sua focaccia è riuscito a battere una multinazionale della distribuzione del cibo che, in poco tempo se ne è dovuta scappare da questo bellissimo centro dell’Alta Murgia.
La terra della vite e dell’olivo, dell’uva da tavola, con primati mondiali, ancor più di quella da vino. E’ la regione che registra il primato delle dop dell’olio(ben cinque) e degli olivi ultrasecolari, i patriarchi, ed è quella che detiene il primato della regione più olivicola al mondo. E poi gli agrumi con tre igp, Arancia e Limone Femminello del Gargano e le Clementine del Golfo di Taranto, con una oliva da tavola dop di grande e delicato sapore, la Bella della Daunia. Ben 26 doc e 6 igp a rappresentare l’immagine della viticoltura di qualità di questa Regione e la possibilità data dalla Maratona di poterne assaggiare alcuni davvero notevoli, attraverso una degustazione guidata dal sommelier Michele Mastropierro e la possibilità di berli a tavola per accompagnare succulenti piatti di terra e di mare.

Dalla Puglia un salto sulla Sila e l’Aspromonte per giungere nella più antica delle città, Reggio Calabria, fondata 4 mila anni fa, oggi Città metropolitana, situata sulla punta estrema dello stivale, in uno scenario unico. La città dei Bronzi di Riace. Per quanto riguarda i sapori e i profumi ha molto interessato il Bergamotto, che trova a Reggio e lungo gli 85 chilometri di costa il suo territorio più naturale e quello più in grado di fare esprimere a questo agrume così particolare, unico, l’olio ricercato dall’industria cosmetica, tant’è che il suo riconoscimento dop lo colloca tra i prodotti di altro tipo e non alimentari, essendo oggetto di riconoscimento l’olio essenziale e non il frutto. Che dire dei quattro salumi dop. Capocollo, Pancetta, Salsiccia e Soppressa, che riguardano non solo il territorio di Reggio Calabria, ma l’intera regione al pari del peperoncino che qui segna magnificamente i sapori più che altrove. Dei vini da tener presente il delizioso Greco di Bianco, uno dei vini tra i rimi prodotti dai coloni greci, e il Bivongi nelle sue cinque tipologie e, per chiudere l’olio degli olivi che si distendono lunga la costa o sui minuti altopiani dell’Aspromonte.

Per chiudere questa Maratona del gusto e delle bellezze d’Italia, svoltasi come si è potuto capire lungo un percorso in discesa, dalle Dolomiti a Reggio Calabria, passiamo in Sicilia, in particolare nella provincia di Ragusa, l’”isola felice” con gli ortaggi di Vittoria, il Barocco a segnare lo stile architettonico del capoluogo di Provincia e dei piccoli e grandi centri, per salire sulla catena di colline note come i Monti Iblei. Una terra a noi raccontata dal grande campione di maratona, Stefano Baldini, che qui è di casa, avendo partecipato a dieci edizioni alla 10 chilometri di Scicli, dove tornerà a correre alla fine di settembre. Una terra di oli, con le 8 sottodenominazioni della dop “Monti Iblei”, che vede primeggiare la varietà “Tonda Iblea”, insieme alla “Maresca” e alla “Nocellara del Belice” per offrire oli fruttati, che fanno sentire il piccante e l’amaro. Oltre agli oli un formaggio particolare il “Ragusano” dop, un caciocavallo dalla pasta compatta di un bel colore giallo intenso e la forma rettangolare. Davvero interessante come l’”Uva da Tavola di Mazzarone”, una igp, che oltre al consumo fresco è utilizzata anche per la preparazione dei dolci locali. La docg “Cerasuolo di Vittoria” rappresenta il fiore all’occhiello della viticoltura di questo territorio bello, ma anche molto saporito. La terra del grande poeta, premio Nobel per la poesia, Salvatore Quasimodo, nato a Modica, la patria del cioccolato.

di Pasquale Di Lena
per www.teatronaturale.it