non-c-e-festa-senza-lavoroE’ ormai un bollettino di guerra. Dal fronte occupazionale, nel nostro territorio, giungono sempre e di più, notizie di lavoratori che temono di rimanere fuori da aziende pubbliche e private. In tanti già sono senza occupazione, molti altri, seppur occupati, non percepiscono lo stipendio da mesi.

Possiamo farvi l’elenco per comodità. Solo Castelvetrano, quest’anno, ne annovera diversi. Gruppo 6, Megaservice, Nuova Musa, CEFOP, tra le più notorie situazioni, Ma ve ne sono altre aziende, meno conosciute, ma che hanno licenziato o si apprestano a farlo, decine di dipendenti. Il quadro è molto grave. La perdita di reddito circolante è notevole.

A tutti coloro che hanno perso o rischiano di perdere il lavoro, dobbiamo aggiungere gli “occupati bianchi” ovvero quei dipendenti, assunti ma da mesi se non da anni , e non prendono un centesimo di paga da oltre 6 mesi. A Castelvetrano ce ne sono tanti. Quasi tutti nella formazione regionale. Il quadro fin qui descritto, non può far dimenticare, tutti coloro che sono “precari”, e non ci riferiamo a quei lavoratori inseriti nelle strutture pubbliche ,ma a tutti coloro che hanno contratti a tempo determinato. Spesso solo per 3 mesi.

L’elenco, necessariamente, e per correttezza, va allungato. Infatti, poco o niente si parla dei lavoratori autonomi. Il famoso popolo della “partita iva”. Di quei titolari di attività in proprio come: piccoli artigiani, ditte individuali a gestione familiare, commercianti del dettaglio tradizionale, meglio conosciuti come “Putiari” mercatari, agenti di commercio, insomma lavoratori autonomi, molto diversi dai dentisti , avvocati e altri professionisti.

A gennaio 2014, molti di questi piccoli “lavoratori autonomi” considerati dal fisco sempre e comunque evasori, tartassati da una mole enorme di adempimenti e balzelli di vario tipo , getterà la spugna. Prevista, in città la cessazione di oltre 200 partite iva, tutte legate al piccolo la voro autonomo In Provincia di Trapani, prevista una “ debacle” di chiusure. Queste dismissioni si vanno ad aggiungere a quelle degli anni precedenti.

A questi lavoratori e alle loro famiglie chi pensa? Nessuno. Anche se chiuderanno, per la forte crisi , per i cinesi che non rispettano le regole o perchè lo Stato continuerà a tartassarli. Molti di questi lavoratori ,ha cercato o per bisogno, o per passione di fare un lavoro in proprio nel tentativo di sbarcare il lunario. Ha creduto in questa terra. Ha scelto di non andare via. Molti di questi artigiani o commercianti ,hanno ormai oltre 50 anni :che devono fare? Non esiste per chi chiude una bottega o banco al mercato, la disoccupazione. Esiste solo il rischio miseria e disperazione, con la Serit e le banche che continuano a” ferire “l’interessato.

In quest’articolo ne potremmo elencare a decine persone che, con la grave crisi di questi anni, si sono ridotti sul lastrico e che la loro unica colpa era quella di fare il fabbro o il falegname o il piccolo ristoratore. La globalizzazione ha massacrato l’artigianato e il commercio tradizionale e di questo nessuno parla. Siamo in piena crisi economica e c’è poco da scherzare e soprattutto da inveire contro chi cerca di evidenziare questi aspetti. Il lavoro è un diritto di tutti. Anche di chi non riesce più a mandare avanti la sua piccola attività .La politica difenda l’economia locale e non si faccia schiacciare dalle lobbyes bancarie e finanziarie.

La politica non faccia scelte di parte. Ormai è una questione di sopravvivenza per tante famiglie.