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Stragi agghiaccianti e bestiali come quella accaduta a Lampedusa in questi giorni non devono più accadere: nessuno può più fare Ponzio Pilato di fronte all’orrore”: è quanto ha dichiarato il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori Carlo Costalli, intervenendo al Consiglio Regionale Straordinario convocato dal MCL della Sicilia a Castelvetrano, cui hanno partecipato in via eccezionale, oltre allo stesso Presidente nazionale del Movimento, il Vescovo di Mazara del Vallo, Mons. Domenico Mogavero.

L’Europa delle istituzioni, non solo l’Italia e i siciliani, tutti siamo chiamati a intervenire con ogni mezzo per fermare queste stragi che sono una vergognosa e intollerabile offesa all’umanità: per questo chiediamo l’immediata istituzione di un Commissario europeo con delega esclusiva all’immigrazione e la costituzione di una “Commissione nazionale per le stragi nel Mediterraneo” che sintetizzi le competenze dei Ministeri e dei territori e che possa affiancare Fontex (Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’UE ), ha detto Costalli.

Il Consiglio Regionale straordinario del MCL di Sicilia ha approvato un documento nel quale si chiede “che alle lacrime di oggi corrisponda un immediato impegno istituzionale e civile per garantire in tempi brevi la riforma della materia dell’immigrazione. Siamo davanti ad un disastro umanitario senza precedenti – si legge nel documento – ma anche ad un fallimento istituzionale che ha lasciato privi di sostegno e tutela sia coloro i quali fuggono dai loro paesi sia i territori che operano l’accoglienza”.

“Quello della mobilità e della fuga è un problema internazionale che non può essere relegato a trattazioni di emergenza ma deve certamente costituire il perno di una strategia di riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo, di Carità Cristiana ma anche di sicurezza e legalità”.

Il MCL della Sicilia si è quindi impegnato ad avviare “iniziative concrete di solidarietà per lenire, con la propria rete di soci e strutture, le profonde cicatrici che questa tragedia lascia”.