[di Max Firreri] «Guarda chi c’è, lo sporco comunista». L’avrebbero apostrofato così a Davide Castelli, 69 anni, professore in pensione, storicamente legato alla Sinistra, aggredito sabato sera da cinque ragazzi in una via della zona Makara (nei pressi di via Marsala) a Mazara del Vallo.

Secondo quanto ha raccontato l’ex docente al Giornale di Sicilia, i fatti sarebbero avvenuti nella prima serata di sabato, intorno alle 20,30: «A bordo della mia macchina stavo raggiungendo la farmacia per acquistare un farmaco – ha raccontato ieri al telefono – quando cinque ragazzi, di un’età compresa tra i 18 e i 25 anni, si sono avvicinati appellandomi «comunista».

Io siccome sono di carattere irruento, invece di andare avanti verso la farmacia, ho messo il freno a mano e sono sceso dalla macchina e ho detto loro: «Cosa avete da dire?». Ne è nata una discussione poi sfociata in calci e uno di loro mi ha sferrato un pugno nell’occhio, io ho reagito con un calcio negli stinchi e loro sono fuggiti via».

Castelli, che già la sera di sabato sul suo profilo Facebook ha parlato di «vile aggressione fascista» ieri al Giornale di Sicilia ha ridimensionato l’accaduto a «semplice bravata» che, però, non ha ancora denunciato alle Forze dell’Ordine. Il motivo di quanto sarebbe accaduto, secondo il racconto di Castelli, è legato alla sua appartenenza politica: «Sono fiero dei miei ideali comunisti che difenderò sempre, costi quel che costi» ha ribadito l’ex professore. I cinque ragazzi («che io non ho riconosciuto» ha detto Castelli) sono stati già perdonati dall’ex docente, nonostante l’aggressione e l’occhio tumefatto. «Questi giovani – ha detto ieri Davide Castelli – sono vittime dell’attuale società che non riesce a educarli. È necessaria una riflessione di tutti che ci faccia guardare con attenzione ai giovani d’oggi, guidandoli su percorsi di dialogo, confronto e formazione e non di odio, intolleranza e aggressione».

Castelli ricorda i tempi del suo insegnamento a scuola: «Insegnavamo l’origine dell’uomo, l’evoluzione e gli studenti mi volevano davvero bene». E ribadisce un particolare che, se vero, è preoccupante, seppur mai denunciato: «Io sono stato aggredito verbalmente altre volte, anche nel centro di Mazara del Vallo, solo per avere idee politiche diverse». Di fondo, pare, che ci sia la sua appartenenza politica alla base dell’aggressione di sabato scorso e delle altre che avrebbe subìto. L’ideologia comunista che gli costerebbe cara. Che lui è, comunque, pronto a difenderla in ogni sede.

di Max Firreri
per Giornale di Sicilia