E’ sempre difficile esprimersi quando si parla di qualcosa cui sei legato. Ed io a Selinunte sono molto legato! Ci sono cresciuto sia professionalmente come biologo marino, che nella vita di tutti i giorni. I luoghi, gli amici, gli odori li porto sempre con me in qualunque viaggio io faccia e tutti i giorni in cui sono lontano dalla Sicilia???

Selinunte in passato è stata città, centro di commercio per tutto il Mediterraneo, ha visto terremoti e maremoti abbattersi violentemente su di essa, guerre e depredazioni, ma è sempre rimasta splendida agli occhi di chi ha la possibilità di visitarla.

Mare, rovine archeologiche, buon cibo e persone cortesi e più che mai ospitali, Selinunte è abitata da poco più di un migliaio di anime, molti di essi vivono il mare a tempo pieno tramandando il mestiere della piccola pesca costiera anche oggi che i grandi pescherecci delle flotte di Mazara del Vallo o Sciacca stanno depauperando le coste lasciando sempre meno risorse ai pescatori Selinuntini. Meta di migliaia di turisti ogni anno, e non solo d’estate, Selinunte è al centro del Mediterraneo. Si viene per bagnarsi tra le cristalline acque dell’”acropoli” rievocando le cruente battaglie combattute contro i Cartaginesi, proprio in quei luoghi così ricchi di storia. Si viene per mangiare dell’ottimo pesce fresco e senza togliere nulla a molte e più rinomate marinerie a Selinunte il pesce è veramente fresco, e se ne accorgerebbe chiunque. Tutte le mattine le barche da pesca arrivano al porticciolo e alle otto in punto Giovanni Salvo della Cooperativa dei Pescatori di Selinunte batte il pesce all’asta.

Un pò di Storia

Selinunte fu fondata da coloni provenienti da Megara Iblea, probabilmente verso la metà del VII a. C. (i tratti stradali in pietra presso le porte urbiche risalgono al VI secolo a. C.), fu poi conquistata dai Cartaginesi nel 409 a. C., e poi abbandonata da tutti i suoi abitanti di fronte all’avanzata romana nel 250 a. C., che si trasferirono a Lilibeo. Tra il IX e l’ XI secolo d.C. Selinunte fu occupata dagli arabi. La parte più vecchia del paese sorgeva su una stretta dorsale dove ora vi è l’Acropoli, delimitata a est dalla valle dei fiume Cottone e a ovest dalla valle del fiume Modione. Proprio a ovest di quest’ultimo corso d’acqua si trovano quelli che un tempo erano estesi cordoni dunali, e che hanno ricoperto nel corso del tempo anche parte dell’Acropoli.

Oltre il parco archeologico l’altro co-protagonista della favola Selinunte è il mare, circa 5 Km di costa dal limitare della provincia di Agrigento sino al litorale di Trefontane. Ampie spiagge di arenaria si trovano ad est, partendo dalla spiagge delle “solette”, che da ormai una decina d’anni ha un posto d’onore sul podio delle spiagge più belle d’Italia con la celeberrima Bandiera Blu. Una piccola baia che lascia alle sue spalle il porto di Portopalo quasi a protezione dell’ insenatura, un’alternarsi di tratti rocciosi che danno vita ad una flora ed a una fauna veramente seducente. Proprio tra queste acque è possibile fare qualche tuffo per visitare i fondali conoscendo i punti dove si possono incontrare degli enormi lastroni di roccia che nascondo cernie, corvine, saraghi e fauna tipicamente Mediterranea.

La riserva

Proseguendo verso Selinunte si raggiunge la suggestiva Riserva Naturale Foce del fiume Belice e dune limitrofe, che si estende per poco più di 240 ettari. Una splendida zona in cui stona solo la pessima visione e posizione di un albergo , alle spalle della zona protetta e delle dune, che lascia intendere la perenne tentazione dell’uomo di antropizzare zone naturali di incomparabile bellezza, pregiudicando l’integrità del territorio. Tale zona, oggetto di lottizzazione sin dagli anni ’80 è stata fortunatamente protetta dal 1984.

La zona delle dune e della spiaggia, è lunga quasi 3 km, visitandola, sembra di essere in un luogo fuori dal mondo, dove incontrare ed ammirare la selvaggia e naturale bellezza del mare in tutto il suo splendore..
La spiaggia e le dune sono caratterizzate da una sabbia finissima di colore ocra intenso, ed è un continuo intrecciarsi di dune, piccoli rilievi formati dalla sabbia trasportata dal vento e da dune embrionali.
Nei pressi della foce del fiume Belice la vegetazione si presenta con fitti canneti, partendo dalla zona costiera che degrada dolcemente verso il mare tra le colture endemiche. Altre piante comuni sono il papavero cornuto (Glaucium flavum), la santolina (Santolina chamaecyperissus), il ravastrello (Cakile maritima), l’erba medica marina (Medicago marina), la scilla marittima (Urginea maritima) e il tamericio (Tamarix gallica).

Nella parte più interna, comuni il cappero (Capparis spinosa), l’asparago spinoso (Asparagus acutifolius), l’olivastro (Olea europaea) e il lentisco (Pistacia lentiscus). Nella Riserva del Belice, la fauna più interessante è rappresentata da alcune specie di coleotteri scarabeidi. Come fauna di passo, troviamo gli anatidi e gli aironi. La spiaggia del Belice sembra invece essere interessata (o almeno lo è stata in passato)anche dalla nidificazione della tartaruga marina Mediterranea (Caretta caretta).

IL mare sotto

Bellissimo ed incantevole è lo spettacolo che si presenta agli occhi di chi, armato di maschera e di pinne, si immerge nelle acque trasparenti di Selinunte.
Questo mare incontaminato è un vero paradiso naturalistico; si possono osservare, nel loro ambiente naturale, numerosi esemplari di cernie, donzelle pavonine dai colori sgargianti, scorfani, murene, bavose sfinge, nascoste nelle piccole cavità degli scogli, stelle marine, salpe, aguglie sottili, polpi, spugne, lepri e cetrioli di mare.
Il fondale, a tratti roccioso, a tratti candido e sabbioso, si tinge improvvisamente di verde scuro. È la posidonia oceanica, pianta acquatica detta anche polmone del Mediterraneo per tutto l’ossigeno che rilascia nell’acqua, che forma vere e proprie praterie sommerse.
Andando giù con le bombole si scopre, in tutta la sua meraviglia, un mare ricchissimo di colori e di vita. Saraghi, occhiate, scari, ricciole, barracuda, aragoste e poi spugne corallo  sino all’ incontro con specie bentoniche che vivono in prossimità dei tre relitti che sepolti sotto l’azzurro mare di Selinunte

Le prelibatezze

 

A Selinunte non si può fare a meno di mangiare dell’ottimo pesce fresco. Consiglio di cenare da baffo’s sul lungomare, farete la conoscenza di Natale l’eccentrico proprietario che saprà consigliarvi delle ricette davvero succulente a prezzi davvero accettabili. Dovete comunque assaggiare il pane nero di Castelvetrano, che da anni ha ormai la denominazione di origine controllata e l’olio di oliva che è rappresenta l’oro giallo della valle del Belìce.

 

Visitare Selinunte

Selinunte è tutta da visitare, partendo dalla parte più a monte dove insiste il parco archeologico più grande d’Europa. Tale parco veramente immenso, da la possibilità di osservare le rovine di Templi religiosi, tra questi il tempio di Era che è ancora in piedi dopo essere stato tormentato da fenomeni geotellurici di grande intensità. Un modo per conoscere bene Selinunte dal punto di vista storico è quello di rivolgersi alla Rotta Dei Fenici (www.rottadeifenici.it), un itinerario culturale del consiglio d’Europa che offre diverse possibilità di scoprire la storia che avvolge questo affascinante luogo. Dalla parte alta consiglio di spostarvi verso il mare ed andare a fare una passeggiata sul molo di Selinunte dove centinaia di imbarcazioni da pesca multicolori donano un tocco di allegria al paesaggio. Da non perdere tutte le mattine l’asta del pesce, anche se non avete la possibilità di comprare vedrete un aspetto di Selinunte davvero folkloristico.

 

Il mare

La fruizione del mare da bagnante non ha impedimenti, si trovano sia spiagge libere che attrezzate. Ma se siete amanti della natura, ombrellone in spalla (quello non può mancare viste le alte temperature che si raggiungono nel periodo estivo) e andate a bagnarvi e a crogiolarvi al sole sulle spiagge della riserva del fiume Belìce. La riserva è delimitata da delle dune artificiali create per un vecchio percorso ferroviario che lambisce le spiagge per cui per raggiungere la spiaggia a piedi dovrete percorrere una passerella per circa 500m costruita in eco-compatibilità  che raggiunge il mare. Se siete dei “temerari” allora presentatevi all’associazione Mondomare (www.ceamondomare.altervista.org) un centro d’educazione ambientale che nel periodo estivo offre una serie di servizi legati al mare come escursioni in barca, pesca sportiva, escursioni in canoa, snorkeling, immersioni, oltre a mettere a disposizione gratuitamente una delle più belle mostre d’Italia sugli squali.

 

 

I riti e le feste

Selinunte ormai famosa anche come capitale italiana dei Giochi d’artificio offre tutte le domeniche d’agosto una serie d’appuntamenti con i più grandi pirotecnici internazionale che si affrontano illuminando le notti selinuntine con splendidi giochi pirotecnici.

Sempre nel mese di agosto vi sono degli importanti eventi come la sagra della sarda, prodotto tipico della marineria che ha delle peculiarità per le sue qualità nutritive ed organolettiche che favoriscono la protezione delle arterie grazie ad un contenuto di omega 3 pari a 21,1g/100g. Sempre nella seconda metà del mese di agosto si può assistere alla processione in mare della Madonna, La scultura viene trasportata su di un peschereccio illuminato a festa sino alla frazione di Triscina, seguita da una flotta di pescherecci e barche da diporto. Dopo la benedizione del Parroco la statua ritorna a Selinunte dopo il tramonto portando con se una scia di luci che si spengono man mano le barche rientrano in porto.

 

Il piatto tipico di Selinunte

La sarda allo “spito”(spiedo)

Ingredienti

1 kg di Sardine di Selinunte

sale

Preparazione: Preparare degli spiedini con lo stelo di una canna. Dopodiché inserire le Sardine sempre nello stesso verso, per ogni “spito” inserire 14 Sardine.Cospargere le sardine con il sale abbondantemente. Dopodiché poggiare gli spiti su di un braciere in modo che le sarde perdano le sostanze oleose. Cuocere per 5 minuti. Servire ben calde

Come arrivare e Numeri Utili

Selinunte dista circa 10 Km dall’uscita dell’Autostrada Castelvetrano. Dall’aereoporto di Palermo basta percorrere l’autostrada A29 in direzione Mazara ed imboccare circa 80 Km dopo l’uscita.

Parco archeologico 0924 46277 Orari ingresso : Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00. Chiusura biglietteria ore 18.00.
Biglietto singolo intero :  6,00 €
Biglietto singolo ridotto:  3,00 €

Prenotazioni visite Rotta dei Fenici 0924.941009

Escursioni con Mondomare 333.3172923