mandingo

Mandi aveva gli occhi grandi, ogni giorno il suo amore riempiva il cuore di chi lo amava e aveva condiviso con lui i suoi 12 anni. Adorava giocare, andare al mare, essere coccolato dormire a pancia in sù, adorava vivere con la sua famiglia, Mandi, e lo dimostrava dandoti tutto ciò che un uomo possa desiderare, serenità gioia e voglia di vivere, ciò che spesso nessun essere umano riesce a trasmettere senza avere nulla in cambio.

Era testardo Mandi, lui decideva le regole del gioco non si arrendeva mai e ed era sempre lui il vincitore di tutte le partite; eppure me lo hanno portato via, nel modo più assurdo, più stupido e più inaccettabile per qualsiasi compagno di vita. le lacrime che ormai scendono dal mio volto non trovano una spiegazione e nulla potrà riportare mandi dalla sua famiglia.

Da dodici anni, ogni mattina, Mandi veniva accompagnato fuori casa per i fare i bisogni, ma quel maledetto 6 settembre è stata l’ultima volta… un branco di cani randagi lo ha aggredito davanti casa, ha provato a vivere, la corsa in clinica e l’intervento chirurgico uniti alla sua grande forza e il nostro immenso amore però nn sono serviti e all’indomani dovevamo già ricordare il suo dolce sorriso e le sue feste e stringerlo a se ormai non era più possibile.

A te mandi che mi hai reso una persona migliore e che sei stato il più fedele degli amici dedico queste righe affinchè piangendo per un lutto che non per colpa di altri non viene spesso capito, tutti possano sapere che spesso un menefreghismo umano può portare a tanta sofferenza, a tanto dolore. Quei cani sono ancora lì e mentre tutto per noi ora ha un senso diverso nessuno di competenza ha avuto il rispetto di compiere la semplice azione di prendere e portare in un posto diverso coloro che potrebbero far male anche a qualcun altro.

Mio piccolo angelo non ti dimenticheremo mai