Arriva la replica del deputato regionale Giovanni Lo Sciuto, circa l’articolo pubblicato sul “Il Fatto Quotidiano” a firma di Rino Giacalone sui presunti rapporti con la famiglia di Matteo Messina Denaro.

In uno dei passaggi dell’articolo si legge: “Lo Sciuto è stato uno dei soci fondatori della Futura calze srl, unitamente, tra gli altri, alla sorella ed al cognato di Matteo Messina Denaro e cioè Giovanna Messina Denaro e Rosario Allegra, ed è stato indicato in un esposto anonimo dell’ottobre del 1998 come uno dei favoreggiatori di Matteo Messina Denaro, perché avrebbe finanziato a mezzo di un conto corrente attestato presso la Banca Commerciale di Castelvetrano, avvalendosi anche della complicità di Michele Alagna (fratello di Francesca Alagna, la compagna del boss latitante ndr)”

Ecco la replica dell’On. Giovanni Lo Sciuto

giovanni lo sciutoSono profondamente turbato da quanto riportato dall’estensore dell’articolo. Un tentativo strumentale di intorbidire falsamente il mio attivismo politico. Respingo con forza le affermazioni contenute nell’articolo. Le ritengo oltre modo diffamatorie, inconsistenti e false. Frutto anche di infamanti esposti anonimi che non possono avere nessun riscontro tangibile.

Non ho mai fatto parte di società con parenti o affini di Matteo Messina Denaro. Basta solo leggere, con l’ attenzione dovuta, gli archivi della camera di commercio e del Tribunale. Aggiungo: non ho mai avuto condanne.

E’ difficile per chi fa politica nel nostro territorio, poter lavorare per, e a favore del trionfo delle legalità, se una semplice decisione politica, come quella da me presa, di far parte della commissione antimafia deve scatenare simili reazioni; cosa accadrà quando cercherò di contribuire con fatti tangibili, all’estirpazione del fenomeno mafioso?

La lotta alla mafia non è titolo esclusivo di alcuni. La lotta alla mafia appartiene a tutti e si esercita cercando di lavorare tra la gente , nel territorio , ascoltando le difficoltà dei cittadini , le loro istanze ,non lasciandoli soli come spesso è accaduto in passato, per evitare che il sistema mafioso possa continuare a proliferare nei gangli della società.

L’estirpazione della malavita organizzata non si fa infangando le persone e alimentando la cultura del sospetto. Ci vuole altro. Così si genera solo confusione e nel caos ,la mafia prolifera. L’illegalità e la mafia si contrastano anche mettendo la faccia davanti a tante realtà difficili che sanno di difficoltà economiche ,di gente che non ha un lavoro e che sull’orlo della disperazione.

Con l’impegno concreto di voler contribuire al difficile lavoro della costituenda commissione antimafia dell’ARS, posso assicurare l’estensore dell’articolo che sarò attivamente impegnato, per la legalità e per un territorio che vuole vivere nella speranza di un futuro migliore ,senza pagare un prezzo troppo alto per la presenza del boss Messina Denaro.

Forse Rino Giacalone non lo sa ma a Castelvetrano, vivono e agiscono tanti imprenditori e cittadini che lavorano onestamente e che spesso chiedono di essere ascoltati per le loro esigenze e nessuno, frequentemente, presta loro attenzione. Ecco perché ritengo ingiuste e forvianti le accuse mosse nei miei confronti. Per tali ragioni, mi riservo ogni azione in sede giudiziaria a tutela del mia immagine e della carica che rivesto