Per non destare sospetti aveva deciso di fare costituire il Comune parte civile nei processi a carico del boss Matteo Messina Denaro, ma secondo gli investigatori Ciro Caravà, sindaco di Campobello di Mazara, sarebbe stato vicino al latitante e alla famiglia mafiosa della zona.

Sono numerose le intercettazioni a tirare in ballo il primo cittadino. In una conversazione la moglie di un boss spiega al marito che proprio grazie al sindaco avrebbe ottenuto in regalo i biglietti aerei per raggiungere il congiunto nel carcere del Nord Italia.

Ecco il comizione di Ciro Caravà, sindaco ANTIMAFIA

Non solo. Gli inquirenti sono convinti, inoltre, che il sindaco Carava’ avrebbe distribuito ai mafiosi anche lavori e appalti del Comune. Come emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Maria Pino, gia’ nel 2006 Carava’ era stato denunciato per estorsione e voto di scambio. Ma l’inchiesta fini’ con un’archiviazione. Nel 2008 il Viminale invio’ gli ispettori al Comune per verificare eventuali infiltrazioni mafiose. Carava’ e’ stato rieletto primo cittadini nel giugno scorso.


Nonostante i sospetti, Ciro Caravà ha fatto il pieno di voti alle elezioni del giugno scorso. Doveva aver fatto molta presa il suo appello in campagna elettorale: “Abbiamo individuato un decreto firmato una quarantina di anni fa dall’allora presidente della Regione – annunciò – saranno salvate dalle demolizioni almeno un migliaio di case costruite dopo il 1976 a meno di 150 metri dalla battigia”. L’eco di quell’appello pro-abusivismo arrivò fino a Roma: il segretario del Pd Pierluigi Bersani chiese chiarimenti al segretario regionale Lupo, che a sua volta telefonò a Caravà. Ma il sindaco di Campobello non si scompose più di tanto e offrì le sue motivazioni. D’altro canto, l’equilibrismo è stata sempre la sua migliore specialità: prima comunista, poi uomo di Forza Italia, e poi ancora del Pd.

 

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Lo sgomento e lo sconforto per la notizia che ho appreso stamattina mi rattrista, così come penso e voglio sperare rattristi l’intera città. Ripongo massima fiducia nelle forze dell’ordine, certo che il lavoro da loro svolto sia sempre teso a ristabilire la legalità e la trasparenza nelle istituzioni e nelle nostre città.

Resto, altresì, fiducioso che il nostro Sindaco, da sempre impegnato in prima linea nella lotta contro la mafia e per il rispetto della legalità e della trasparenza amministrativa, possa dimostrare la propria innocenza, per il bene suo e della sua famiglia a cui rimango molto vicino.
Ma, soprattutto, per il bene della nostra città che ancora una volta viene portata agli onori della cronaca per fatti che, personalmente e nella carica di presidente del Consiglio comunale che mi onoro di rivestire, respingo e aborro fortemente.

Giuseppe Castiglione, Presidente del Consiglio Comunale di Campobello di Mazara

“In merito alla notizie di stampa della presunta adesione del Comune di Campobello alla nostra associazione, ribadiamo e smentiamo con fermezza che il Comune non ha mai aderito a Libera, cosa del resto non possibile essendo Libera una reste di associazioni. Non abbiamo mai permesso e mai permetteremo che si strumentalizzi la nostra associazione con false dichiarazioni. Piu’ volte abbiamo denunciato il rischio ed il pericolo che le mafie provano in tutti i modi di infiltrarsi nell’antimafia con le parole, con i false documentazioni, con pseudo costituzioni di facciata di parte civili in processi di mafia. Oggi dobbiamo combattere quella legalità che come una bandiera viene spesso agitata anche da chi la calpesta ogni giorno. Attenzione, la vera forza della mafia sta fuori dalla mafia e spesso ha il volto di un incensurato.” In una nota Ufficio di presidenza di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie smentisce con fermezza le notizie riguardanti l’adesione del Comune di Campobello in provincia di Trapani a Libera.

Ass. LIBERA