Anche in provincia di Trapani l’Udc si trasforma, dividendosi tra il Partito della Nazione e i Popolari per l’Italia di Domani (Pid). Il primo è rappresentato da Cesa e Casini, mentre il Pid ha come padrini (politici) Totò Cuffaro e Saverio Romano.

Qualche anno fa nessuno avrebbe avuto dubbi sull’appartenenza di Gianni Pompeo, da anni a braccetto con l’ex governatore siciliano, ma oggi le cose sembrano cambiate. Infatti il primo cittadino di Castelvetrano e l’ormai ex forzista Giulia Adamo, coordineranno il Partito della Nazione nella provincia di Trapani, ritrovandosi all’interno di quell’Udc che guarda a sinistra e distanti (non si sa però quanto) dall’Udc che guarda a destra, cioè dal Pid.

Il traghettamento è stato siglato nella sala conferenze dell’hotel “Il giardino delle Esperidi”, lo scorso 19 novembre, dove però si è intuita anche l’ombra di alcune convivenze forzate, soprattutto da quanto ha affermato il vicepresidente della Provincia Giuseppe Poma: “E’ normale che si possano incontrare momenti di difficoltà quando si inizia un percorso, ma sotto la guida del senatore D’Alia, con Pompeo e Giulia Adamo, credo che stiamo riuscendo a ricomporre il puzzle”.

Una coppia davvero inedita, se si pensa ai forti attriti di qualche mese fa che portarono Pompeo all’espulsione di un assessore (Daniela Saporito), accusando Giulia Adamo di esser venuta meno ad un accordo. Oggi, chi meglio di loro potrà rappresentare il primato dell’azione collettiva rispetto all’egemonia delle politiche individuali? Se poi si pensa alla somma delle rispettive forze elettorali allora il cerchio si chiude, anche se la Adamo ha tenuto a precisare che “l’obiettivo non è affatto quello di sommare i voti di Udc e Forza Italia, ma di conquistare gli indecisi, e recuperare quella forza morale che serve alla politica per andare avanti, fare un progetto e realizzarlo.”

Dimenticati i litigi sul “caso Saporito”, in nome della compattezza, a Pompeo non rimane che tessere le lodi della nuova coordinatrice, evidenziando “le sue capacità e la sua tenacia nel raggiungere gli obiettivi”.
Turano invece, nella sala conferenze dell’hotel, ha sottolineato che “il nuovo partito non rappresenterà una pacifica convivenza e nemmeno si tratterà di pura convenienza. Occorrerà invece rispettare le differenze”. Mentre sul governo Lombardo ha ribadito di augurarsi che “se si andrà al voto lo si farà per fatti politici e non per altro”. Anche se “l’altro” a cui si riferisce Turano non è affatto roba di poco conto, vista l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa che pende sulla testa del governatore. Chissà se, memore delle sue pericolose frequentazioni, abbia voluto esprimere una sorta di proiettiva solidarietà?
Intanto il dado è tratto, Pompeo e Giulia Adamo, benedetti dal senatore Gianpiero D’Alia, principale icona del nuovo Partito della Nazione in Sicilia, sono al lavoro. Alla fine dell’incontro la sala conferenze è già un tripudio di strette di mano, abbracci e numeri di telefono.

Egidio Morici
per L’isola del 26/11/2010