Sarà presentata martedì 26 settembre alle ore 18,30, presso l’Area 14 a Castelvetrano, la coperta in patchwork prodotta dal laboratorio di cucito dell’associazione Palma Vitae.

Alla presenza delle autorità civili, militari e religiose verrà mostrato il lavoro di alcune donne del nostro territorio che, sotto la sapiente guida delle insegnanti Linda e Catia Sorrentina hanno dato vita ad un’opera dal grande valore tecnico e simbolico.

Una realizzazione artistica che ha accompagnato per tre mesi la vita di tutto il gruppo che vi ha lavorato, gruppo che è nato dalla condivisione di vissuti di difficoltà e che in questo tempo trascorso insieme ha trovato una sua coesione e si è fondato sulla condivisione di tutti gli aspetti più belli dell’essere donna, fino a quello della creazione corale.
Madrina della serata sarà l’attrice Luana Rondinelli, autrice e regista di “Taddrarite”, presentato a Castelvetrano a marzo, serata che ha permesso una raccolta fondi per comprare le macchine da cucire e avviare il laboratorio di cucito.

“L’obiettivo del progetto è quello di far acquisire a delle donne una competenza spendibile nel mondo del lavoro” ci racconta Giusy Agueli, presidente di Palma Vitae “e, contemporaneamente farle riflettere sull’importanza di ri-considerare tutto ciò che nella vita è stato “scarto”, dolore, sofferenza, difficoltà, come opportunità da rivitalizzare in modalità nuova, originale, creativa, viva. C’è sempre una possibilità di vita dove c’è determinazione e impegno. E questo ci sembra fondamentale come messaggio per le donne che noi seguiamo con la nostra associazione. Una possibilità di riscatto con l’apprendimento di una competenza lavorativa che possa renderle economicamente autonome e libere da condizionamenti soggioganti, e l’opportunità di utilizzare la più bella delle “funzioni” dell’essere donna che è quella del creare, dare la vita.
La lezione, valida per tutti, sta in questo: dare forma ad una materia, anche ritagli di stoffa. La sartoria che è nata nella nostra sede, diventata luogo di lavoro e ispirazione, si carica di significato, tanto più vero e concreto quanto simbolico e sublime. Si taglia, si cuce, si ri-costruisce in nome della bellezza. Bellezza di un momento di incontro, racconto, confronto. Nascono sentimenti di amicizia, sostegno, solidarietà, aiuto. Il progetto che ha l’obiettivo ultimo di cucire insieme una coperta in patchwork, diventa un momento di scoperta di abilità ed emozioni mai esplorate e riconosciute. La S-coperta diventa il titolo del progetto e il nome della coperta prodotta. Quello che era nato come un progetto con un inizio ed una fine adesso si è tramutato, per volontà di tutte le partecipanti, come un primo step: in tutte c’è la volontà di continuare l’apprendimento di questa tecnica nelle forme più complicate, rinforzate dal clima del gruppo stesso, divenuto momento di sostegno importante per ciascuna di loro e rinforzo positivo delle loro capacità. Ci auguriamo di poter trovare chi vorrà aiutarci a sostenere questa attività che produce delle opere di stoffa, delle opere che misurano un tempo recuperato e liberato dal vuoto, che rappresentano prima di tutto un dono, il dono della rinascita. Sostenere questo progetto è un atto contro la violenza, a favore delle donne che trovano il coraggio della rinascita, della vita, e in cambio si avrà la restituzione di un dono, di un tempo ri-cucito, non finito”.