lo sciuto

L’on. Giovanni Lo Sciuto ha presentato ieri, una mozione al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta sull’ annunciata previsione di aumentare l’IVA al 10% sulle prestazioni e servizi a cura delle cooperative sociali.

La legge 381/91, ha definito le cooperative sociali, individuando in esse lo strumento ideo per il perseguimento di finalità sociali di interesse generale e di promozione umana, da realizzare attraverso la gestione di servizi socio-sanitari, educativi e di attività produttive, attraverso i quali permettono l’integrazione lavorativa di persone svantaggiate e disabili.

Attualmente, le prestazioni socio sanitarie erogate dalle cooperative sociali sono soggette all’IVA al 4% fino alla fine del 2013, per poi passare, stante la normativa prevista dai commi 488, 489 490 dell’art.1 della legge di stabilità 2013, al 10% nel 2014. In Italia ci sono circa 12.000 cooperative sociali e loro consorzi che occupano 380.00 persone e raggiungono con i loro servizi 7 milioni di cittadini. Il 66% del fatturato della cooperazione sociale arriva dagli enti pubblici, il 34% direttamente dagli utenti e dalle loro famiglie. E’ il mondo delle comunità d’accoglienza per giovani e minori, di tanti asili nido, dei servizi scio sanitari per anziani e disabili, comunità di accoglienza etc. Se effettivamente tale aumento, dovesse verificarsi, si metterebbero in ginocchio centinaia di cooperative sociali nel settore socio sanitario ed educativo con l’effetto di una considerevole perdita di posti di lavoro

CONSIDERATO che:
➢ oggi le cooperative sociali ed i Comuni/ Regioni sono in prima linea a fronteggiare le ricadute della crisi sui cittadini e a garantire il welfare territoriale e i livelli essenziali di assistenza, investendo su modelli innovativi di gestione dei servizi,
➢ Le politiche di riduzione della spesa prese a livello comunitario e nazionale, negli ultimi anni vanno nella direzione opposta a quella che servirebbe per implementare un modello di federalismo democratico, Stato sussidiario e welfare della responsabilità;
➢ la nuova aliquota del 10% si applicherebbe alle prestazioni socio sanitarie ed educative rese dalle cooperative sociali in esecuzioni di contratti appalto o convenzioni in generale. Con l’aumento del 150% dell’IVA, una quota del 6% del costo dei servizi di welfare resi a persone svantaggiate affidate dagli enti locali alle cooperative sociali finirà alle casse statali: la sussidiarietà al contrario;
➢ gli enti locali per far fronte all’aumento dell’IVA di 6 punti percentuali, con le medesime risorse del 2013, nel 2014 forniranno meno servizi sociali agli italiani: si taglieranno i servizi di inclusione sociale proprio alle fasce più deboli della popolazione;
➢ non vi è alcuna procedura di infrazione ma, soltanto l’apertura di una preistruttoria tecnica di informazione e dialogo che non ha ancora coinvolto livelli politici della Commissione; Quest’anno, l’Unione Europea, varerà una riforma complessiva del regime IVA e, quindi, bisognerà intervenire ancora a livello nazionale su questa materia. In funzione di quanto già descritto l’on. Giovanni Lo Sciuto e altri componenti del gruppo MPA-PDS impegnano il Governo regionale ad a intervenire in sede di Conferenza Stato -Regione per chiedere al Governo di verificare gli effetti applicativi della norma citata in premessa, al fine di adottare ulteriori iniziative normative volte a predisporre tutte le misure economiche e normative, anche in sede europea, non solo in fase di preistruttoria ma anche in caso di apertura di una procedura d’infrazione atte a mantenere l’IVA al 4% per le prestazioni erogate dalle cooperative sociali anche oltre il 31 dicembre. “Non si può far gravare un aumento considerevole dell’IVA-afferma l’on. Giovanni Lo Sciuto- sulle cooperative sociali in questo delicato momento congiunturale. Il governatore Crocetta si faccia promotore del mantenimento dell’ aliquota al 4% ed intervenga presso il Governo Letta e il Parlamento, anche con specifica mozione approvata dal Governo Regionale, per l’abrogazione dei commi 488, 489 e 490 dell’art.1 della legge di stabilità 2013”.

L’ ADDETTO STAMPA Filippo Siragusa