Per i paesi che applicano lo “ius soli” (modello francese) è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori.

Attualmente la maggior parte degli stati europei adotta invece lo ius sanguinis (diritto di sangue) con la rilevante eccezione della Francia, dove vige lo ius soli fin dal 1515.

Secondo recenti dati dell’Istat, il 72,1% degli italiani è favorevole all’introduzione dello ius soli per il conferimento della cittadinanza a quanti nascono in Italia da genitori stranieri.

Per Santino Scirè, vicepresidente nazionale delle Acli con delega all’immigrazione, «questi dati confermano la bontà del lavoro portato avanti con la campagna “L’Italia sono anch’io”».

Anche a Castelvetrano, si sta lavorando su questa via. La VI commissione consiliare permanente ha presentato una mozione per impegnare l’Amministrazione comunale ad attivare tutti gli atti e procedure necessarie a sostegno del riconoscimento della cittadinanza italiana per Ius Soli ai figli nati in Italia da entrambi genitori stranieri regolarmente residenti e ai ragazzi arrivati in Italia adolescenti, figli di cittadini non italiani regolarmente residenti, alle condizioni che verranno stabilite in sede di discussione in Parlamento.

Solo nella città di Castelvetrano, sono oltre 50 i minori nati e qui residenti, figli di cittadini stranieri. Con l’applicazione del metodo “ius soli” in tal modo si eviterebbero situazioni paradossali nelle quali questi bambini, nati o cresciuti nel nostro Pese, che per cultura e formazione si sentono italiani, crescano con un senso di estraniazione dal contesto che sentono essere il loro, con ripercussioni negative sulla effettiva possibilità di un processo di integrazione e di inserimento sociale del minore;

Approfondimento

La cittadinanza si può acquisire:

in virtù dello ius sanguinis (diritto di sangue), per il fatto della nascita da un genitore in possesso della cittadinanza (per alcuni ordinamenti deve trattarsi del padre, salvo sia sconosciuto);

in virtù dello ius soli (diritto del suolo), per il fatto di essere nato sul territorio dello stato;

per il fatto di aver contratto matrimonio con un cittadino (in certi ordinamenti la cittadinanza può essere acquisita dalla moglie di un cittadino ma non dal marito di una cittadina); vi sono anche ordinamenti in cui il matrimonio non fa acquisire automaticamente la cittadinanza ma è solo un presupposto per la naturalizzazione;

per naturalizzazione (o per decreto o concessione), a seguito di un provvedimento della pubblica autorità, subordinatamente alla sussistenza di determinate condizioni (come, per esempio, potrebbero essere la residenza per un lungo periodo di tempo sul territorio nazionale, l’assenza di precedenti penali, la rinuncia alla cittadinanza d’origine ecc.) o per meriti particolari. In molti ordinamenti, come in Italia, a sottolinearne la solennità, il provvedimento di concessione della cittadinanza è adottato, almeno formalmente, dal capo dello stato.