Riceviamo e pubblichiamo in maniera integrale la nota del giovane castelvetranese Francesco Lisciandra

Chiariamo tutto fin da subito. Mi sto impegnando socialmente e politicamente perché credo fortemente in un riscatto del nostro territorio. Lo faccio per passione, non per poltrone. Lo faccio per amore verso la mia città, non perché me lo dice qualcuno. Lo faccio con l’energia della mia giovane etá, non per riscaldare una sedia nelle riunioni che si fanno o che si dovrebbero fare.

Milito nel PD perché credo in un percorso democratico, riformista e plurale. Per strada, me l’avete detto tutti: Francè i partiti sono in crisi, lascia stare. Non posso che darvi ragione: i partiti oggi sono in grande difficoltà. Però, io continuo a credere che il ruolo dei partiti, se ben funzionanti, rappresenti un’àncora di salvezza per la nostra democrazia, per metterla al riparo da tutte le derive sociali prime fra tutte quelle del qualunquismo e del populismo. Non possiamo tirarci indietro alla prima difficoltà e rinunciare al ruolo dei partiti, solo perché non siamo riusciti a farli funzionare, soprattutto nei piccoli comuni. Sono d’accordo, come molti di voi sostengono, che così non si può andare avanti.

A proposito di problemi nei partiti, vi racconto un’episodio che mi è accaduto in questi giorni. All’indomani della campagna elettorale delle amministrative di Castelvetrano, mi viene proposto di far parte della segreteria del Circolo di Castelvetrano. Accolgo con grande entusiasmo questo invito, perché per me militanza vuol dire essere proattivi, e se posso impegnarmi ancora di più per una giusta causa, ben venga.

Ho vissuto questo coinvolgimento in segreteria con grande responsabilità, perché tutti sappiamo che la nostra città sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua storia. Per me, non è il momento di chiudersi in una stanza e staccare la luce, al contrario è il momento di coltivare le speranze di ripresa per i nostri concittadini. È il tempo di tenere il circolo sempre aperto, di confrontarsi su proposte e attività per la comunità, discutendo anche con idee diverse, il percorso da seguire in questo duro momento. E non credo che sia chiedere troppo, dal momento che tutto ciò avviene già in tanti altri circoli d’Italia, ma non nel circolo di Castelvetrano.

Da qui, la mia scelta di sostenere, da militante e iscritto al Pd, la candidatura di Giacomo Tranchida per le prossime elezioni regionali. Non perché me l’avesse chiesto qualcuno, ma perché fin da subito ho condiviso la linea di rinnovamento di Giacomo, affinché il partito in Provincia possa diventare più inclusivo, aperto e più vicino alla gente. Dopo pochi giorni aver preso questa decisione, mi sono ritrovato fuori dalla segreteria del mio circolo PD di Castelvetrano.

Amici, credo che per una differenza di vedute non si possa escludere un ragazzo (poi dicono che i giovani non si interessano più di politica) dalla segreteria del proprio circolo in questo modo, senza aver mai fatto una, e dico una, riunione per discutere sulle imminenti elezioni regionali. In un circolo di un Partito che si chiama Democratico, non può accadere tutto ciò.

Io non ci sto, ma continuerò a spendermi con l’impegno di sempre; lo farò da semplice militante, mettendo in prima linea la coerenza e la trasparenza, principi fondamentali per chi si occupa di politica e territorio. Sono un giovane democratico determinato e pragmatico, mi dispiace che questo rappresenti un fastidio più che una risorsa!