[di Gaspare Pompei] Chi ha visto il film su “Patch Adams” sarà sicuramente rimasto affascinato dalla meravigliosa storia di questo medico americano che ha dedicato la sua vita a portare l’umorismo agli orfani e agli ammalati.

Decise di intraprendere lo studio della medicina all’università. Furono tuttavia anni difficili, perché l’ambiente accademico rigoroso di quel tempo non accettava il modo rivoluzionario con cui Patch intendeva curare i pazienti: si infiltrava tra i reparti senza alcuna autorizzazione già dal primo anno di università (pratica riservata solo agli studenti dal terzo anno di medicina) per stare vicino a dei malati terminali o bambini in gravi condizioni di salute, presentandosi sempre in modo comico e originale.

Tale concezione stravolse alcuni dei concetti-cardine della medicina occidentale moderna. Venne accusato di “troppa allegria” e minacciato di espulsione. Di fronte alla commissione che doveva giudicare il suo caso, Patch Adams pronunciò un discorso che lo ha reso celebre. Ottenne la laurea nel 1971.

Ieri sera ho avuto modo di conoscerlo in occasione dell’incontro con le varie associazioni provenienti da ogni parte della Sicilia presso il Teatro L.Pirandello di Agrigento. Un’occasione unica per dimostrare la propria riconoscenza per il suo grande amore nei confronti delle persone affette da gravi malattie.

Grazie a Francesco Ciravolo della Banca Mediolanum FBO di Campobello di Mazara, è stato organizzato un pullman da Campobello di Mazara. Dal nostro territorio è partito quindi un affiatato gruppo composto dal medico Vincenzo Agate e l’infermiere Vito Barruzza del reparto oncologico dell’Ospedale “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano; diversi volontari dell’associazione onlus di clownterapia “Teniamoci per Mano” oltre alla presidente Lella Marrone. Erano presenti anche alcuni giovani studenti e due insegnati del liceo scientifico di Castelvetrano.

Alla mia domanda su come avesse preso la notizia della morte di Robin Williams lui mi ha risposto che non lo ha considerato un suicidio ma una liberazione dalle sofferenze che l’attore era costretto a subire in seguito a due diverse patologie e ancora oggi si sente spesso con i la famiglia di Williams.

Uno dei momenti più toccanti è stato l’intervento di Giacomo Giurato, una persona speciale che presto avrete modo di conoscere per l’uscita di un libro autobiografico in cui racconta la sua battaglia contro il cancro e la sua voglia di vivere.

Era uno dei miei sogni nel cassetto conoscere Hunter Doherty, in arte Patch Adams, spero che il mondo possa avere milioni di uomini come lui.

Testo e foto di Gaspare Pompei