Desideriamo ricordare ancora una volta Lia Calamia, nel modo in cui lei avrebbe più gradito. Raccontando le sue opere. Riportiamo di seguito la recensione scritta da David Camporeale che era legate all’artista castelvetranese da sincera stima e da un grande affetto.

David ha scritto queste parole su un’importante rivista di arte contemporanea “Juliet Art Magazine” per descrivere le opere della collezione “Etnosphere” le cui opere sono state esposte anche presso l’Agora Gallery di New York.

L’esigenza dell’arte contemporanea di catturare un linguaggio unico, ma insieme riconoscibile e significativo, capace di rappresentare contenuti nuovi, trova nelle Etnosphere di Lia Calamia un’autentica e suggestiva risposta. L’ispirazione che anima queste singolari creazioni nasce dal desiderio dell’artista di penetrare l’universo delle forme, dal fascino sempiterno, e dalla volontà di percorrere spazi e tempi multiformi, esplorando dimensioni narrative sempre nuove.

Questa modalità di approccio alla fenomenologia dell’arte, che ricerca gli archetipi formali e simbolici con cui rappresentare l’eterna vicenda dell’essere, e che scruta in profondità il mondo reale, per verificare quale sia la condizione dell’umanità a cui rivolgere il proprio messaggio, giustifica appieno le scelte tematiche della pittrice, e in particolare, il frequente ricorso ai suggestivi miti dell’età favolosa. Personaggi come Ulisse, Penelope, Dedalo, Aracne, Icaro, Medea, etc., vengono evocati con viva intensità quali modelli esemplari, capaci di spiegare la dimensione ontologica dell’uomo, ma anche d’indicare nella kalokagathía, l’ideale del bene e del bello celebrato dall’Arte, la sola via possibile per reintegrare l’individuo in tutta la sua dignità.

In Lia Calamia l’attitudine al racconto, non solo mitico, è un’esigenza insopprimibile, che affiora dal profondo della sua anima, e che trova nella realizzazione artistica un potente strumento di espressione. Compiendo illimitati e avvincenti percorsi spirituali, la pittrice riesce così a fissare nello spazio rappresentativo, con la straordinaria magia dell’arte, le forme perenni dell’immaginario; e in ogni sua opera prende vita un nuovo racconto, la cui seduzione è dovuta tanto al denso contenuto simbolico, quanto alla maniera, oltremodo efficace, di plasmare i materiali compositivi con gli artifici più imprevedibili.

Le sorprendenti immagini ottenute con la sua personalissima tecnica sembrano formarsi naturalmente nello spazio neutro del fondo, su cui le forme, i grafismi e le textures degli elementi polimaterici applicati al supporto si fondono, con risultati di grande originalità, con i tratti e le campiture dei pigmenti propriamente pittorici che, dall’interazione con i primi, prendono insolito slancio e vigore. Tali peculiari combinazioni degli elementi strutturali, realizzate con raffinata sensibilità estetica, permettono alla pittrice esiti formali di singolare organicità, che ne rendono sempre riconoscibile lo stile, e che risultano particolarmente apprezzabili per la qualità “tattile” della superficie pittorica e per il tocco “artigianale” con cui sono previamente trattate le svariate inclusioni.

Lia Calamia, Aracne, 120 x 120 cm, tecnica mista con inserto di ceramica Raku

Il flusso dinamico delle variabilissime forme create da Lia Calamia anima e articola lo spazio rappresentativo, venendo esaltato dal contrasto con gli elementi cromatici, sempre opportunamente calibrati, che concorrono a un suo sottile, efficace e continuo riequilibrio, assicurando l’uniformità sintattica della composizione, e quindi l’unità del suo messaggio, sempre distintamente percepibile. Ma il fascino delle sue opere, oltre che alla loro viva dinamicità, è dovuto anche al denso contenuto simbolico e al gradevole senso di armonia che le pervade. Tuttavia, l’aspetto più caratterizzante che si rivela all’analisi formale è costituito dall’ambiguo effetto visivo determinato dalle inclusioni materiche, che mentre costruiscono le forme sul supporto pittorico, sembrano con i loro volumi volersene distaccare, proiettandosi verso lo spettatore, che può quindi percepirle simultaneamente dentro e fuori lo spazio rappresentativo. Quest’ultimo è altre sì caratterizzato da un rigoroso nitore, che avvolge e illumina le forme, eleganti ed essenziali, che scaturiscono da un’abile esecuzione, capace di conferire loro un’euritmia di vibrante musicalità.

L’abbandono, seppure non assoluto, della rappresentazione mimetica, e quindi il radicalizzarsi del processo di semplificazione e di scomposizione delle forme, trova la sua ragion d’essere nella ricerca di un personale linguaggio, dalla peculiare sintassi, scevro da incrostazioni culturali, e in grado di stabilire rinnovate e pregnanti modalità comunicative. Svincolandosi in tal modo dai dettami e dai convenzionalismi della tradizione, e rispondendo all’esigenza, intimamente avvertita, di rendersi con la sua opera attenta interprete della realtà del nostro tempo, Lia Calamia manifesta il bisogno, oggi sempre più largamente condiviso, di un nuovo Umanesimo integrale, che si opponga alle crude tendenze massificatrici e livellatrici dell’imperante processo di globalizzazione. Sotto questo profilo, le creazioni dell’artista testimoniano il suo dissenso dalle logiche di dominio oggi imperanti, e la sua protesta contro le banalità e gli sprechi della società consumistica, che in qualche modo si coglie nella sua stessa poetica, che privilegia modalità espressive meditate e sommesse.

Lia Calamia, Flora, 100 x 100 cm, tecnica mista

In Lia Calamia la posizione dell’artista trova coerente riflesso nel vivo impegno sociale, in cui manifesta appieno i suoi profondi valori morali; e analogamente, nella delicatezza dello stile pittorico si rivela la sua squisita sensibilità di donna, attivamente partecipe delle vicende della realtà sociale contemporanea. I suoi dipinti, infatti, non sono semplici invenzioni formali, volte a una fruizione meramente estetizzante, ma temi figurativi sviluppati in una vicenda artistica autenticamente vissuta, che vogliono suscitare una riflessione sui valori perenni che in ogni tempo della storia costituiscono i fondamenti della vera civiltà dell’Uomo. Chiunque sia sensibile al richiamo dell’Arte, che è poi richiamo al mistero della vita e al significato dell’essere che ne è al centro, non può non venire attratto dalle Etnosphere, che schiudono lo straordinario universo interiore di un’artista capace di cogliere ed esprimere, in limpide rappresentazioni, soffuse di delicato lirismo, i valori più significativi dell’avventura umana.

David Camporeale