Dal 28 giugno al 19 luglio, le opere pittoriche Lia Calamia, sono state esposte presso l’Agora Gallery di New York in occasione dell’esposizione “Pathway to Abstraction”.

Ecco le parole dell’artista castelvetranese per CastelvetranoSelinunte.it

Gentile Flavio, quando ho aperto il mio atelier di pittura una persona pensando che fosse un’idea balzana mi disse: “E li scecchi volano!”, nella postazione dove lavoro sospesi nel tetto volano tre somarelli di cartapesta con le ali, questo per ricordarmi sempre che i sogni si realizzano e gli asini possono volare se lo vogliamo veramente.

Quando seppi di essere stata scelta unica italiana per una mostra sull’astratto a New York ho detto ai quattro venti la mia gioia e al solito mi hanno smorzato l’entusiasmo dicendomi “See,…l’America aspettava a tia”.

lia_calamia

Oggi devo dire che l’America mi aspettava, come tutte quelle terre che investono in arte e rispettano gli artisti come un patrimonio importantissimo e che ritengono l’arte cibo per la mente e stimolo alla creatività. New York è un grande cuore che pulsa giorno e notte e brulica di messaggi, di stimoli sensoriali raffinatissimi.

New York investe grandi energie per l’arte avendone un ritorno economico ingentissimo. Partire mi dava un senso di smarrimento, a volte di paura ma appena arrivata sono stata trattata dalla comunità Castelvetranese come una principessa. Luciano Saladino e gli altri hanno mostrato un orgoglio, un senso di appartenenza e una solidarietà ormai estranei alla cultura castelvetranese. Sono venuti tutti all’inaugurazione della mostra, che ha avuto un grande successo di critica e di pubblico.

Gli artisti stessi, australiani, francesi, inglesi mi hanno lodata ed incoraggiata senza alcun senso di invidia, con spirito di complicità. Ho fatto interviste per un importante giornale, per una emittente radiofonica e ho parlato con tante persone colte e sensibili affamate di arte.

E’ venuta a trovarmi Francesca Burack che è la presidente della FIDAPA di New York e la vice presidente della FIDAPA di tutti gli Stati Uniti. Con lei abbiamo progettato eventi culturali e una sua visita in Sicilia. La tutela della galleria durerà ancora sei mesi dopo di che sarò libera di scegliere altre gallerie che mi hanno già richiesta, una a New York e una a Chicago.

Adesso sarò inserita in una importante rivista che prevede una mia intervista e che sarà distribuita in tutta l’America. Il linguaggio antico e moderno al tempo stesso ha convinto tutti, le mie Etnosphere sono un prodotto unico ed originale che colma di stupore e che arriva al cuore con semplicità. Esse raccontano con modernità ma con un forte legame alla mia identità. Consiglio che ho sempre seguito e che mi ha stato dato dal prof. Gallo, docente e critico importantissimo: “Quando lavori ricordati sempre chi sei…”