Un ente di formazione condannato a restituire 54 mila euro alla Regione. Si tratta dell’Efal di Castelvetrano.

L’Ente nazionale per la formazione e l’addestramento dei lavoratori ha ottenuto nel 2004 un finanziamento di 235.624 per l’organizzazione dei corsi. Conti alla mano è saltata fuori un’economia di spesa di poco superiore ai 50 mila euro. Soldi che non sono sfuggiti all’occhio della procura della Corte dei conti che ne chiesto la restituzione.

L’ente di formazione prima ha spiegato che i soldi servivano per compensare i debiti con i crediti vantati dalla Regione e poi, cambiando versione, che avrebbe voluto utilizzare il denaro per pagare le retribuzioni arretrate del personale. Ricostruzioni che nel corso del giudizio di primo grado furono bollate come “tra di loro incompatibili nonché pretestuose”.

L’Efal ha proposto ricorso, ora respinto dai giudici d’appello. Il collegio presieduto da Salvatore Cilia, l’estensore è Valter Del Rosario, ha sottolineato la presenza di “una notevole confusione gestionale e, soprattutto, una grave violazione delle regole giuridiche e delle circolari applicative che imponevano a ciascun ente di formazione professionale di fornire all’amministrazione erogatrice un’analitica, chiara ed esaustiva rendicontazione dei fondi pubblici da essi ricevuti per i singoli progetti di formazione”.