tesori sicilia

L’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana ha stilato un elenco di beni ritenuti di particolare pregio e che devono essere tutelate in modo speciale. Tra questi anche le Metope di Selinunte, preziosi opere in Tufo calcareo, conservate presso il museo archeologico “A. Salinas” di Palermo.

Nel decreto firmato dall’Assessore Mariarita Sgarlata, si legge che:

E’ vietata l’uscita dal territorio della Regione dei beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca, o di una collezione artistica o bibliografica, oltre che dei beni suscettibili di subire danni nel trasporto o nella permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli.”

E’ vietata quindi l’uscita, anche se temporanea, dei seguenti beni, costituenti testimonianza essenziale delle antiche civiltà e risorsa essenziale delle azioni di valorizzazione del patrimonio culturale in Sicilia:

1. Metope da Selinunte, Museo Archeologico Regionale “A. Salinas”, Palermo
2. Ariete in bronzo, Museo Archeologico Regionale “A. SaIinas”, Palermo
3. Efebo, Museo Archeologico Regionale “P. Griffo”, Agrigento
4. Cratere “Achille e Pentesilea”, Museo Archeologico Regionale “P. Griffo”, Agrigento
5. Vaso con deposizione di Patroclo, Museo Archeologico Regionale “P. Griffo”, Agrigento
6. Lampada pensile (M. Bavera), Museo Regionale “A. Pepoli”, Trapani
7. Polittico di Trapani, Museo Regionale “A. Pepoli”, Trapani
8. Venere Landolina, Museo Archeologico Regionale “P. Orsi”, Siracusa
9. Kourotrophos da Megara, Museo Archeologico Regionale “P. Orsi”, Siracusa
10. Vaso Alhambra, Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, Palermo
11. Annunziata (Antonello da Messina), Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, Palermo
12. Trionfo della Morte (ignoto), Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, Palermo
13. Busto di Eleonora d’Aragona (F. Laurana), Galleria Regionale di Palazzo Abatellis, Palermo
14. Annunciazione (Antonello da Messina), Galleria Regionale di Palazzo Bellomo, Siracusa
15. Adorazione dei Pastori (Caravaggio), Museo Regionale “Maria Accascina”, Messina
16. Resurrezione di Lazzaro (Caravaggio), Museo Regionale “Maria Accascina”, Messina
17. Polittico di San Gregorio (Antonello da Messina), Museo Regionale “Maria Accascina”, Messina
18. Phiale di Caltavuturo, Museo Archeologico Regionale, Himera
19. Arula fittile con figura di Gorgone, Soprintendenza BB. CC. AA, Caltanissetta
20. Satiro Danzante, Museo del Satiro, Mazara del Vallo
21. Auriga da Mozia, Museo “G. Withaker” di Mozia
22. Argenti da Morgantina, Museo Archeologico Regionale, Aidone
23. Dea (c.d. Venere) da Morgantina, Museo Archeologico Regionale, Aidone

Metopa con Europa sul Toro

Metope SelinunteInizi del VI sec.a.C.
Tufo calcareo, h cm 84,2, largh cm 67,5; spessore cm 31,5
Provenienza: Selinunte, Tempio Y (Tempio “delle piccole metope”)

Considerata una delle più interessanti opera della scultura templare selinuntina, è di particolare rilievo in quanto è una delle più antiche rappresentazioni del mito di Europa ed il Toro di età arcaica in Occidente. La leggenda, di origine orientale, veniva generalmente ambientata nella Fenicia, mentre la presenza del toro si ispirava alla tradizione cretese. Narrato anche da Omero, il mito vuole che Zeus invaghitosi di Europa, figlia del re Agenore e di Telefassa, trasformatosi in toro, si avvicinò alla fanciulla mentre si trovava sulla spiaggia con altre compagne. Europa, vedendo il bellissimo animale, lo accarezzò e si sedette sulla sua groppa. Il toro allora si slanciò verso il mare mentre la ragazza atterrita si afferrava alle sue corna. Raggiunta l’isola di Creta, Zeus si congiunse con Europa e da questa unione nacquero Minosse, Sarpedonte e Radamanto.

Nella metopa selinuntina è raffigurato il momento del ratto, in cui Europa cavalca il toro sulle onde del mare. La fanciulla indossa un lungo chitone con mantellina e i lunghi capelli le ricadono sulle spalle. Ella stringe con una mano una delle corna dell’animale e si appoggia con l’altra sul dorso. Il toro incede a grandi falcate sul mare, che è rappresentato da due delfini guizzanti.

L’arcaismo della scultura è individuabile nella rappresentazione delle figure viste di profilo con alcuni dettagli realizzati di prospetto, come il busto di Europa e la testa del toro. Altro elemento tipico della scultura greca arcaica è il calligrafismo della chioma della fanciulla, il vello della testa e del collo del toro.
L’opera fu rinvenuta insieme ad altre due piccole metope, la Sfinge ed Eracle con il Toro cretese il 10 febbraio 1892 da Antonino Salinas sull’Acropoli di Selinunte.

Testi a cura di Alessandra Merra (beni archeologici) e Valeria Sola (beni storico-artistici)

fonte. www.regione.sicilia.it