A pochi passi dalla collina su cui sorge il più vasto parco archeologico d’Europa, a Marinella di Selinunte, si svolge ogni mattina l’incanto del pesce fresco (asta del pesce) un appuntamento da non perdere non solo per chi vuole mazzancolle, saraghi, polpi, appena pescati ma anche per chi desidera assistere ad un vero e proprio spettacolo con le più svariate specie marine in un’asta a voce che comincia col prezzo stabilito dal banditore per poi scendere e forse risalire anche di molto.

Il piccolo mercato, una tettoia che protegge pescatori e acquirenti, ha oltre sessant’anni di vita ed è gestito dalla Cooperativa Selinunte pesca dal 2001.

Il pesce viene messo sul piatto metallico rettangolare sotto l’astatore in modo che tutti possano vederlo e soppesarlo ma solo con gli occhi. Infatti il prodotto in vendita non viene pesato. Il prezzo iniziale scende di un euro a chiamata fino a quando non c’e’ una prima offerta.

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L’acquirente alza una mano o fa una smorfia col viso. E il banditore, preparatissimo, capisce. E indica l’acquirente ripetendo per un paio di volte la cifra. A quel punto o c’è un’offerta superiore o l’offerente si aggiudica il prodotto.

La coop raccoglie circa 52 pescatori tutti della zona e con piccole imbarcazioni – dice Giovanni Salvo, 37 anni, vicepresidente della Selinunte pesca e banditore delle aste – Ogni socio conferisce il 10% del prezzo di vendita alla cooperativa e tutti sono messi in regola.

A lato di Salvo siede sempre Giacomino Barraco, 91 anni, il più anziano pescatore di Marinella che conosce tutte le specie marine forse meglio di un biologo, e sa anche l’ora in cui il pesce e’ stato pescato. E’ lui che ogni tanto prende un murice, una Vopa o un’Occhiata dal piatto dell’asta e lo mette di lato.

“E’ il ‘pizzichello’ – spiega Salvo – una vecchia usanza dei mercati del pesce: è un regalino che fa il pescatore a discrezione del banditore”

Fonte. ANSA

pubblicato il 29 giugno 2014