…Incline alla commissione di reati e dedito alla violenza nonché, come pubblico ufficiale investito di rappresentanza politica, del tutto insensibile all’interesse pubblico e dedito esclusivamente,
nell’esercizio delle funzioni, a coltivare interessi privati”.

Si tratta di Santo Sacco (Pdl), consigliere provinciale ed ex consigliere comunale di Castelvetrano, sindacalista Uil, in un significativo profilo tratto dall’ordinanza di custodia cautelare che lo ha portato agli arresti, nell’operazione  “Mandamento”,  insieme ad altre 5 persone: Gaspare Casciolo, considerato il capo della famiglia mafiosa di Salemi, Salvatore Angelo e Paolo Rabito, anch’essi di Salemi. Oltre a Salvatore Pizzo, ex consigliere comunale di Terrasini  e Gioacchino Villa di Castelvetrano.
A piede libero, risultano indagati anche Girolamo Murania, Andrea Angelo, Antonina Italia, Antonino Spallino e Raffaella Spallino.
Contestualmente sono state sequestrate due società, per un valore complessivo di 10 milioni di euro: la “Salemitana Calcestruzzi s.r.l.” e la “Spallino Servizi s.r.l.”.

Santo Sacco sarebbe stato a disposizione della mafia, consentendo a Matteo Messina Denaro di controllare e gestire numerose iniziative imprenditoriali per la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici, ma anche sostenendo le famiglie dei mafiosi in carcere, attraverso le fittizie intestazioni dei beni. Un interesse attivo che ha riguardato pure  un progetto di realizzazione di un distributore di carburanti su un terreno d’eccezione: quello di Rosalia Messina Denaro, sorella del superboss e moglie di Filippo Guttadauro.

Dalle intercettazioni emergono con chiarezza tutti i contorni dell’intimidazione portata a termine dal politico, in concorso con Girolamo Murania (imprenditore nel campo dell’olivicoltura). Nel dicembre del 2007, i due vanno a Menfi per posizionare un ordigno rudimentale fatto con una bottiglia di liquido infiammabile sulla macchina di Melchiorre Saladino (finito già in manette nell’operazione “Eolo” nel 2009), “reo” di ritardare la consegna dei dati del vento per la realizzazione di un parco eolico.

SACCO: Si, si, si, ora ci penso io, tieni stu pezzo di carta, non la toccare con le mani, picchi iddu ci può far fare .. . a mentre ora ci penso io un poco di nafta qua, faccio il fiocco e ci lu metto supra la .. .
MURANIA: Ehm
SACCO: Supra la machina … (… PAUSA…)
MURANIA: Pigghiamu un pezzo di carta …
SACCO: Ora ci penso io, ora al rifornimento ci penso io … (.. PAUSA. ..)
MURANIA : O l’accattamu una bottiglia nuova, Santo?
SACCO: No, ci penso io…
SACCO: Iddu è cà, è giusto? .. Vediamo si è idda la machina, fazzi chi è n’avutra …non vorrei
sbagliare…
(Dopo aver posizionato la bottiglia, i commenti sono molto espliciti, n.d.r).
SACCO: Amunì, accussì niavutri subito subito cuminciamu, ci cuminciu a fare capiri che
la minchia un mi l’ava a rumpiri, amunì….lnc… un ci scatta lu cori.

Altra questione significativa è la pretesa di 100 mila euro nei confronti del Saladino.
Secondo il GIP vi sono elementi per ritenere che la cosa possa essere “connessa ad un’attività svolta dal SACCO prima del dicembre 2007 e presumibilmente costituita da un impegno connesso all’approvazione di una variante ad uno dei piani urbanistici del Comune di Castelvetrano o, comunque, ad un qualche permesso dello stesso Comune relativo alla realizzazione di un parco eolico in quel territorio. La pretesa in questione – scrive il GIP –  appare realizzata dal SACCO in esecuzione di un accordo, più o meno espresso, tra lui e il Saladino di natura chiaramente corruttiva”.
Si legge inoltre che “sarebbe stato lo stesso Saladino a presentarsi al Sacco con la somma di 4.000 euro in relazione al ‘favore’ ricevuto. Somma ritenuta del tutto inadeguata dal SACCO, il quale a quel punto avrebbe richiesto il pagamento di 100.000 euro: “gli faccio fare 29… 28 mega watt
docu, chiddi approvati di Castelvetrano. Lui le cose se le dimentica, mi ha detto:
Santo per i consiglieri eh… c’è … (abbassa il tono di voce) pi stu favore soccu a fare?
ci dissi 100 mila euro… inc… si presentà cu 4 mila euro… minchia! Appena è
gli dico : vidi… ma io… tu mi hai detto… inc… (intenzionalmente storpia la parola)
Santo forse ho sbagliato, allora senti gli spicci li togliamo, questi 4 li togliamo pure,
mi devi consegnare 100 mila euro ma entro una settimana, gli ho detto“.

Insieme a Gioacchino Villa, invece Santo Sacco garantiva alla signora Italia almeno 800 euro al mese.
Antonina Italia è la moglie di Antonino Nastasi, mafioso della famiglia di Castelvetrano, condannato all’ergastolo in via definitiva anche per alcuni omicidi, nel maxi processo “Omega”.
Il flusso di denaro proveniva da parte delle entrate dell’”Ecol Sicula”, poi diventata “Spallino Servizi”.
Più volte, la moglie del mafioso chiamava il Villa per chiedere se c’erano novità, lamentando da un lato il fatto di ricevere troppo poco e dall’altro di riceverli settimanalmente, 200 euro per volta. Santo Sacco alla fine le dice che si sta interessando per trasformare questa rendita almeno a 1000 euro, da percepire mensilmente.
Gli inquirenti rilevano un “rapporto societario occulto che legava la famiglia Spallino alla famiglia Nastasi” e che “anche grazie a tale strumento, la famiglia mafiosa di Castelvetrano riusciva ad assicurare una fonte di reddito costante ai familiari dell’associato detenuto”.
“Non c’è dubbio, in particolare – si legge nell’ordinanza del GIP – che Spallino Antonino e Spallino Raffaella, con il ruolo di intermediazione e promozione essenzialmente svolto, anche a livello materiale, da Sacco Santo e Villa Gioacchino (ma anche con il contributo di Vella
Carmelo), hanno costantemente trasferito a Italia Antonina somme di denaro costituite da proventi della Ecol Sicula s.r.l. e della Spallino Servizi s.r.l.”.

Il rispetto e la benevolenza nei confronti del detenuto Nastasi, non si limitava però soltanto nell’occuparsi dei trasferimenti della famiglia Spallino. Infatti il Sacco e il Villa cercavano anche di favorire i contatti del Nastasi con i propri familiari. Della cosa però la signora Italia sembrava non avere molta consapevolezza:
Ecco alcuni stralci di una loro conversazione del novembre 2009:

VILLA: Chiddi ci vanno i primi di…. I primi di dicembre, da Nino!
SACCO: Finalmente!
VILLA: Finalmente si!
SACCO: Io nemmeno ne sapevo niente. E’ da un anno che non vanno da Nino?
VILLA: Da novembre, da novembre del 2008
SACCO: Ma chissa è cosa di spararici no… inc…
VILLA: … inc …
SACCO: Uno non parla, è la moglie di un mio amico, ma non ha senso va.
VILLA: e lo so! a me lo dici? a lei devi dirglielo!
SACCO: ora appena … gli dico .. .
VILLA: una volta si è arrabbiata… me lo devi. .. lo devo dire io quando evo andarci.  Ah, ma… allora tu hai la testa malata…
SACCO: No, infatti….
VILLA : Eh! ha la testa malata!
SACCO: Eh eh eh eh
VILLA : Lei non l’ha capito che ha avuto bisogno di noi eh…
SACCO: Nooo! Non l’ha capito ed è babba!
VILLA : ehhh!
SACCO: Io non voglio parlare….

Egidio Morici
www.500firme.it
Per L’isola