sbarchi-lampedusaSono riprese poco dopo le sette di ieri mattina le ricerche da parte dei sommozzatori dei cadaveri incastrati nel relitto del barcone naufragato giovedì mattina davanti alle coste di Lampedusa. Sono 38 i corpi recuperati nella giornata, 21 nel pomeriggio quando per la prima volta i palombari della Marina Militare sono riusciti a entrare all’interno della stiva del relitto. Complessivamente il numero dei morti recuperati sale a 232.

Per riuscire ad avvistare i cadaveri dei profughi rimasti ancora incastrati i Vigili del fuoco stanno utilizzando uno strumento sofisticato, molto all’avanguardia. Si tratta di un robot filoguidato, dotato di telecamera ad alta definizione. Sono dodici i Vigili del fuoco altamente specializzati che si alternano al ‘timone’ del Rov, Remote operate vehicule, per ore e ore senza pausa pur di riuscire a riportare a galla i cadaveri incastrati. I Vigili del fuoco sono specializzati nella ricerca strumentale subacquea integrata con tecnologie sonar.

“L’immagine che non riesco a togliere dalla mente sono quei corpi ammassati a grappolo nel relitto, quasi tutti con gli occhi sbarrati e le braccia protese verso l’alto, come a voler chiedere aiuto”. Il maresciallo Salvo Vagliasindi è uno dei sommozzatori della Guardia di Finanza che insieme con i colleghi stanno recuperando le vittime del naufragio.

Ieri il maresciallo Vagliasindi, del Nucleo sommozzatori di Messina, è già sceso diverse volte sott’acqua. A distanza di 24 ore riesce a raccontare l’orrore che ha visto. “Quando siamo arrivati in profondità abbiamo visto quello che immaginavamo – spiega – per tutta la notte avevo provato a immaginare ma lo scenario che abbiamo visto è stato peggiore del previsto. Decine di corpi, molti abbracciati, molti altri con le braccia ancora proteste. Una scena agghiacciante. Sembravano finti. Con gli occhi aperti, sembrava che ci guardassero”. Il maresciallo Vagliasindi ieri mattina non voleva scendere in profondità. “Volevo rinunciare – racconta – perché l’impatto con la morte è sempre devastante. Poi sono sceso con la serenità che ci serve per poter tirare fuori quei corpi devastati”.

Intanto sono arrivate sull’isola, a bordo di diversi camion, altre 150 bare.
E non si ferma l’ondata di sbarchi in Sicilia. Sono 200 gli extracomunitari sbarcati all’alba a Pozzallo, nel ragusano. I migranti erano a bordo di due barconi, poi intercettati e condotti in porto. I profughi, tra loro molte donne e bambini, sono stati condotti nel centro di prima accoglienza di Pozzallo.

fonte. Adnkronos/Ign