don-meli-castelvetrano

La Rotonda di Via Campobello si farà, e martedì 7 gennaio gli operai torneranno al lavoro. Questo è il punto certo dove, probabilmente, si chiuderanno le polemiche generate in questi giorni, da ritardi e malintesi, sulla tanto agognata opera della rotonda del Belvedere.

Nel “tra” della vicenda, c’è finito di tutto: da don Puglisi, alla lotta mafia, ad una burocrazia lenta e urticante. Il quartiere Belvedere è una zona con tanti problemi e dove tante famiglie vivono in serie difficoltà economiche. E’ il quartiere dove Don Meli e la sua comunità sono stati e rimangono punto di riferimento per tanti giovani disagiati e numerosi bambini maltrattati.

Un presidio importante , non solo per la fede, ma anche e soprattutto per quel principio di solidarietà attiva che trova le sue ragioni nell’impegno del sacerdote, ispirato all’insegnamento del beato Puglisi . Insegnamento che indica il percorso del duro lavoro quotidiano, fatto in mezzo alla gente e nel tentativo di sbarrare il campo alla mafia e ai mafiosi che in quartiere del genere trovano ideale terreno di coltura. Poi ci sono i fatti cronaca. Don Meli ha rivendicato il suo diritto di critica, esercitato insieme al comitato di quartiere. Vogliono la rotonda. Dall’altra parte il sindaco Errante e l’assessore Paolo Calcara che devono dare le risposte ad un quartiere con tanti problemi. La richiesta della Rotonda è del 2007 .Il contratto d’affidamento alla ditta è del mese di novembre del 2013.

Tempi lunghi e su questo risponde con puntualità l’assessore Calcara:

Quest’amministrazione afferma- è sempre rimasta sensibile alle istanze di Don Meli e del quartiere. Infatti , il progetto della rotonda è stato approvato dalla giunta Errante. lo scorso mese d’aprile l’iter progettuale era già completo. A causa di una sequela di cavilli burocratici, frutto delle leggi vigenti. La consegna dei lavori è avvenuta a dicembre. Il cantiere aperto il 19 scorso. La ditta si è poi fermata per le festività e riprenderà giorno 7 gennaio. Non capisco le ragioni della protesta.

Seppur generate dalla rotonda lo “scontro” tra Don Meli e il sindaco Errante hanno preso una diversa connotazione. Non sarebbero andate giù a Don Meli le dichiarazione del sindaco Errante , sul modus operandi di Don Meli che ha dire del primo cittadino non dovrebbe occuparsi di vicende terrene , accusandolo di gratuite strumentalizzazioni sulla vicenda della rotonda.

“Un sacerdote- replica Don meli- deve occuparsi dei propri fedeli non solo nella preghiera,cosi come faceva Don Puglisi. Non mi ha strumentalizzato nessuno .Ho scelto io di mettermi in strada e regolare il traffico. Il sindaco, non deve dirmi cosa posso fare. Ciò è offensivo per me e miei fedeli. Questo passaggio ,mi ha ricordato tanto la vicenda di don Puglisi ,ma con questo non intendevo paragonare Errante a chi si atteggia da mafioso”.

Il primo cittadino, non fa mancare la sua replica.

”avrei preferito non commentare l’ulteriore strumentale protesta di Don Meli, Tuttavia – afferma Errante-non posso rimanere indifferente alle sue infauste ed offensive dichiarazioni che non accetto né da lui ne da altri. Affermare che io lo avrei velatamente invitato a fare altro, e paragonare il mio dire a quello dei mafiosi che si macchiarono dell’efferato omicidio di don Pino Puglisi, mi offende e mi disgusta. Non accetto lezioni nemmeno da don Baldassare Meli pur condividendo in pieno l’impegno del parroco per la comunità dei miei cittadini del quartiere Belvedere. Mi auguro, infine, che non ritenga Don Meli di potere zittirmi o di condizionare l’azione amministrativa della mia giunta facendo degenerare i toni della polemica”.