discarica castelvetranoLa discarica era stata chiusa il 21 giugno scorso con delle motivazioni inconsistenti, come il “protrarsi dei lavori imposti dal ministero dell’ambiente”.
Da allora, l’acqua passata sotto i ponti non è stata poi così tanta. Sotto la discarica invece di acqua deve esserne passata parecchia. E talmente inquinata da scomodare la Procura della repubblica di Marsala che ha aperto un’inchiesta per identificare i responsabili.

Pare che i primi ad essere interrogati siano stati proprio i funzionari che parteciparono al sopralluogo dello scorso 19 giugno. Fu proprio dopo quel sopralluogo che l’amministratore unico della Belice Ambiente, Francesco Truglio chiuse la discarica di Castelvetrano.

Oggi appare sempre meno consistente il motivo ufficiale della chiusura: “Una scelta sacrificata ma necessaria visto il protrarsi dei lavori di messa in sicurezza prescritti dal ministero dell’ambiente” (GdS 22/06/2008).

In quel sopralluogo del 19 giugno scorso il responsabile della Protezione civile della Provincia, Pasquale Scalisi, aveva fatto mettere a verbale che “l’inquinamento è accertato ed i dati forniti dall’Arpa dimostrano un progressivo aumento”. Ed ecco che subito è scattata la sospensione dell’attività dell’impianto (GdS 08/07/08).
Di questa motivazione, leggermente diversa dalla prima, non ne parla nessuno per quindici giorni. Lo si saprà soltanto l’8 luglio, quando diviene pubblica anche l’apertura di un’inchiesta per individuare i responsabili.

E’ inutile girarci intorno, il percolato contenente pericolosi inquinanti è finito nel terreno. Visto che basta una minima goccia per infestare un qualsiasi ambiente, viene subito da pensare ai terreni coltivati nelle vicinanze e all’acqua usata per irrigare terreni più lontani.
Sono conseguenze che fanno rabbrividire. Ma l’amministratore unico della Belice Ambiente afferma candidamente: “le analisi stanno continuando per individuare il luogo dove i contaminanti filtrano nel terreno”. Come se si trattasse di un problema contingente nato da qualche giorno e non di un danno sistematico, nato con la discarica stessa.
Il percolato avrebbe dovuto essere captato ed opportunamente trattato nel sito stesso della discarica o trasportato in impianti ad hoc o in impianti per il trattamento di acque di scarico urbane.

Invece ce lo ritroviamo sotto terra!

Egidio Morici
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