Dopo il video, le firme del “Comitato di quartiere Belvedere” e le tante richieste d’intervento, il Comune, il 25 giugno scorso, ha fatto un sopralluogo nella “Gomorra nascosta” (oggi un po’ meno nascosta) del quartiere Belvedere di Castelvetrano.

L’amministrazione comunale ha coinvolto anche il dottor Filippo Giglio, direttore dell’area tecnica del laboratorio Cada, acronimo di Chimica applicata depurazione acque, che si occupa di monitoraggio ambientale, per avere un’idea sull’entità e la pericolosità di questo pericoloso cimitero di rifiuti e soprattutto dei relativi costi di bonifica.

I tecnici della Cada Srl dovrebbero fare una relazione e dare delle precise indicazioni su come intervenire e su come dividere i rifiuti per un corretto smaltimento.
E’ chiaro però che queste indicazioni non possono certo scaturire dalla semplice osservazione della superficie. Il sottosuolo contiene infatti una quantità enorme di rifiuti di varia natura, non ancora identificati. E’ probabile quindi che gli esperti debbano tornare a fare un ulteriore sopralluogo, magari effettuando degli opportuni carotaggi, con attrezzature adatte. Diversamente diventerebbe davvero difficile prevedere i costi della bonifica.
Ma, oltre a chiedersi cosa c’è dentro le cave e sotto quella calce, sarebbe interessante escludere almeno la presenza di materiale radioattivo. È inutile negare infatti l’insistenza di voci (per carità, assolutamente non confermate) su particolari rifiuti interrati che provocherebbero radiazioni.
Si sa, le voci si diffondono sempre in assenza di risposte certe, autorevoli e incontrovertibili, che vadano al di là delle semplici rassicurazioni.
Paradossalmente, la risposta a queste voci sarebbe molto semplice e davvero poco onerosa. Basterebbe infatti una passeggiata tra le cave con un contatore Geiger che costa meno di un iPhone, per rilevare la presenza (o meglio, dimostrare l’assenza) di radiazioni.
Anche se ci sono sempre i soliti problemi legati all’ufficialità dell’operazione, alle competenze, alla proprietà dei terreni e a tanti altri impedimenti, spesso poco comprensibili alla gente comune poco addentro a carte e burocrazia.
Certo, qualcuno dice che vent’anni fa questa rilevazione fosse stata già effettuata dalla Provincia di Trapani,  senza che emergesse nulla di preoccupante. Anche se così fosse, oggi si potrebbe fare una replica: i risultati visivi e immediati che ne scaturirebbero, potrebbero essere diffusi sul web, mettendo così fine ad angoscianti dubbi e rassicurando seriamente la popolazione residente. Almeno sul versante radiazioni.
Sarebbe forse un buon punto di partenza, per poi occuparsi della bonifica degli altri inquinanti.
Non si può certo pensare di costruire campetti di calcio e parchi per bambini sopra rifiuti sconosciuti e in una zona disseminata di eternit.
L’ingegnere Giuseppe Taddeo, dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, fa sapere che il video “induce a serie riflessioni e mirati interventi”e che dall’accurata visita dei luoghi, ciò che appare sia “per certi versi, di dimensioni ancora maggiori”, soprattutto in relazione all’estensione dell’area.
Da un punto di vista legale, burocratico e amministrativo – ha affermato invece il vicesindaco Marco Campagna, anche lui presente al sopralluogo – tutti i canali sono stati attivati. Però noi, come ente Comune, siamo gli ultimi a dover intervenire. Ad ogni modo, il sopralluogo di oggi servirà a capire che tipo di intervento possiamo fare. Abbiamo già sollecitato la Provincia, perché questa è una zona di loro competenza e i terreni sono di un privato”.
Sulla rilevazione della radioattività, Campagna si è mostrato d’accordo, anche se “occorrerà partire  almeno da una relazione tecnica in modo che poi, ufficialmente, si possano fare tutte le misurazioni del caso. Ma senza l’ufficialità delle cosa – ha concluso il vicesindaco – non ci sono grosse possibilità di costringere gli enti responsabili ad intervenire”.
Intanto, è bene ricordare, così come si evince dal video, che una buona parte dei rifiuti non coperti, trovati sulla superficie, scaturisce da lavori pubblici di vario genere.
Proprio durante questo sopralluogo, sono stati trovati addirittura pezzi di lapide (nella foto) e resti di una vecchia bara di legno, anche questi, curiosi segni inequivocabili di abbandoni di rifiuti che parlano di interventi nel settore pubblico.

Sembra che oggi cominci ad emergere quello che vent’anni fa le istituzioni hanno fatto finta di non vedere.

Anche la redazione di CastelvetranoSelinunte.it era presente, ecco un contributo fotografico:

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Egidio Morici
www.500firme.it