Alla fine non ce l’ha fatta Ousmane Ndjanne, il giovane africano che due settimane addietro rimase ustionato per le fiamme che si sprigionarono da un tubo danneggiato della bombola del gas nel suo alloggio di fortuna in un magazzino abbandonato in contrada Erbe Bianche a Campobello di Mazara.

Il giovane è morto sabato presso il Centro grandi ustioni del Civico di Palermo, dove era stato trasferito in condizioni disperate per le gravissime ferite riportate su quasi tutto il corpo. Il trentenne era arrivato da Milano per la raccolta delle olive, uno come gli altri trecento che si sono accampati nell’ex baraccopoli del paese in cerca di manodopera a basso prezzo nelle campagne di Campobello di Mazara.

erbe bianche campobello

Sabato i carabinieri hanno avviato l’iter per informare la famiglia nel Paese d’origine, dove la salma farà rientro. La morte del giovane ha fatto sprofondare nello sconforto quanti vivono in una situazione davvero precaria al campo improvvisato di contrada Erbe Bianche. Tende di fortuna, alloggi costruiti in legno e nylon, sporcizia, mancata igiene, assenza di bagni, fuochi per cucinare spesso protetti con lastre di eternit.

Uno scenario ben fotografato da una dettagliatissima relazione che la Croce Rossa provinciale (tramite il suo presidente Laura Rizzello) ha fatto avere la scorsa settimana ai commissari straordinari del Comune. La Rizzello, domenica 13 ottobre, ha incontrato i rappresentanti di quasi tutte le associazioni di Campobello, che hanno dimostrato la loro volontà a fare qualcosa. Da qui la richiesta inoltrata al Comune.

L’unica novità, in una settimana, è stata l’installazione di una fontanella con l’acqua vicino al campo. Ma la Croce Rossa ha chiesto di poter attivare con urgenza un presidio sanitario sul posto, mentre l’Agesci è pronta ad installare alcune docce. Il Comune, da parte sua, dovrebbe mettere a disposizione i fondi per l’acquisto dei medicinali, dei tubi in pvc e della rubinetteria necessaria, il pagamento dei rimborsi ai medici.

Intanto i ragazzi del movimento “Campobello Comune virtuoso” e del presidio “Libera” di Castelvetrano hanno continuato a portare indumenti e alimenti presso il campo, mentre l’Azione Cattolica e il Cif, venerdì scorso, hanno offerto un pasto caldo presso i locali annessi alla parrocchia di San Giovanni Battista.