Sapevate che agli onorevoli dell’Assemblea Regionale Siciliana, che non sono stati rieletti spetta anche la “buona uscita”?

Alla fine della scorsa legislatura l’ARS si è trovata con un buco da 4 milioni di euro per pagare questa sorta di liquidazione ai non eletti. I ragionieri dell’Assemblea hanno sperato fino all’ultimo che il maggior numero di deputati uscenti venisse rieletto, perché in caso contrario le casse di Palazzo dei Normanni, già fragili, andrebbero in frantumi e a rischio sarebbero gli stipendi di tutti gli inquilini dell’Ars.

Secondo il regolamento della Regione, “al termine del mandato parlamentare l’onorevole riceve dal fondo di solidarietà un assegno pari all’80 per cento dell’indennità lorda di una mensilità moltiplicata per il numero degli anni di mandato effettivo”.

I conti sono presto fatti.

Al decano dell’Ars Lillo Speziale, 21 anni di permanenza continua tra i corridoi di Palazzo dei Normanni, spetta un assegno da 179.844 euro, in parte già incassati perché i singoli deputati possono chiedere un’anticipazione del contributo.

Per Giovanni Barbagallo, da 16 anni filati a Sala d’Ercole, spetta un assegno di 137.024 euro.
Circa 110.000 euro è la liquidazione di Camillo Oddo, che ha mancanto la rielezione, dopo 12 anni di vita parlamentare. Giulia Adamo, che non si è ricandidata, prende 55.000 euro.

38.256 euro è invece la liquidazione di Livio Marrocco e Toni Scilla, che hanno solo una legislatura alla spalle.

Soldi che al momento in cassa non ci sono, considerando la grave crisi di liquidità in cui versa Palazzo dei Normanni. Una crisi che al momento ha impedito anche il pagamento degli stipendi, dopo che un gruppo di funzionari ha pignorato l’Ars per ben 28 milioni di euro chiedendo il riconoscimento di scatti di carriera.