A febbraio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie ha registrato una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell’1,4% rispetto a febbraio 2011. Su base annua si tratta del tasso di crescita più basso da marzo 1999. Il differenziale tra la crescita tendenziale delle retribuzioni e la crescita dell’inflazione (+3,3%) segna in febbraio quota 1,9 punti percentuali, il livello più alto da agosto 1995. Infografica.

Il report dell’Istat

– Alla fine di febbraio 2012 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 67,4% degli occupati dipendenti e al 61,8% del monte retributivo osservato.

– Nel mese di febbraio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell’1,4% rispetto a febbraio 2011. Nel primo bimestre del 2012 la retribuzione è cresciuta dell’1,4% rispetto al corrispettivo periodo del 2011.

– Con riferimento ai principali macrosettori, a febbraio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’1,8% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.

– I settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: attività dei vigili del fuoco (3,1%), energia elettrica e gas (3,0%). Si registrano, invece, variazioni nulle per i comparti dell’agricoltura, del credito e assicurazione e per tutti quelli della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco.

– Nel primo bimestre dell’anno, per l’insieme dei contratti monitorati dall’indagine, non è stato ratificato alcun accordo.
– Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 32,6% nel totale dell’economia e del 12,3% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 26,0 mesi sia nel totale che nell’insieme dei settori privati.

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