Bandiera ItalianaGiorno 16 Settembre 2009 Simone Lazzarini, cittadino Italiano (Repubblica fondata sul lavoro) di 35 anni muore schiacciato dall’ascensore che stava manutenzionando; marito e padre di due bimbi di tre e di sei anni. Due giorni prima Fabrizio Boccato, cittadino Italiano (Repubblica fondata sul lavoro) operaio di 56 anni muore schiacciato da lastre di vetro del peso di 13 quintali.

Giorno 17 Settembre 2009 sei militari, cittadini Italiani (nazione che ripudia la guerra) cadono vittime di un attentato in Afghanistan. Fanfare e funerali di stato. Come per la legge, in Italia, la morte non e’ uguale per tutti.

Voglio chiarire da subito che il lutto e’ straziante sia per la madre degli operai come per quella dei militari, ma mediaticamente e politicamente non lo e’; sopratutto politicamente.”A Livella” di Toto’ in questo caso non s’addice.

Gli avvoltoi dell’attuale immonda politica basata sul potere dei favori, svolazzano attorno i cadaveri dei militari e delle loro famiglie sperando di giustificare ancora una volta la giustezza e la necessita’ di un conflitto che di vittime (effetti collaterali) civili ne ha fatte molte di piu’ di quelle in divisa. “Andremo avanti!” tuona La Russa. Che ci mandasse suo figlio allora.

Un conflitto come quello Iracheno che ha portato morte ed instabilita’ solo ed esclusivamente in nome degli interessi delle multinazionali del petrolio e delle armi. La democrazia bombarola. I sei ragazzi Italiani e gli altri prima di loro sono morti inutilmente.
Perche’ non sono stati fatti i funerali in pompa magna ai ragazzi della Thyssen Krupp bruciati vivi?Perche’ i professionisti della politica che si accalcano nella grande platea dei morti in divisa, non s’indignano allo stesso modo per chi invece va’ a lavorare per un tozzo di pane, rimettendoci le penne senza colpo ferire? Io considero i morti della Thyssen vittime di attentato. Attentato perpetrato in nome del dio denaro e del guadagno.


Un collega tenta di spiegarmi che i militari rappresentano lo Stato Italiano. Ma siamo o non siamo tutti rappresentanti dello Stato? Anche chi muore in un cantiere, dove le misure di sicurezza sono inesistenti, sono caduti e martiri che lo Stato Italiano deve onorare. Ok non si puo’ sempre scrivere o fare funerali di stato a chi, un giorno si e l’altro pure muore sul posto di lavoro. Pero’ e’ anche vero che se ne parla poco e niente.

Il problema a monte di tanti morti sul lavoro rimane mentre le leggi vengono ritoccate a favore del datore di lavoro disinteressato piu’ che a garanzia del lavoratore. (l’articolo 31 del nuovo testo, che sostituisce l’art. 55 del precedente [“sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente”], alleggerisce di parecchio le multe inoltre rendendo piu’ difficile l’arresto in casi gravi di mancata ottemperanza delle norme di sicurezza che risultano nel decesso del lavoratore).

L’onore di morire per la patria (a Kabul?) e l’onore di morire per la famiglia.
Quello che m’indigna e’ l’utilizzo strumentale di una e l’indifferenza per l’altra.Due pesi due misure.