Gabriele De Biase, studente universitario di 20 anni, portavoce dei Giovani Comunisti di Castelvetrano, il 27 febbraio scorso è stato aggredito nella centralissima Piazza Matteotti da un gruppo di ragazzi, mentre era impegnato in una raccolta firme.
Cosa sia successo di preciso, ce lo racconta lui stesso in un’intervista concessaci tre giorni dopo l’aggressione.

“Eravamo io e altre due compagne, impegnati in questa raccolta firme, quando si sono presentati quattro ragazzi. Due di loro indossavano una maglietta con su scritto “il padrino” e credo anche qualcosa come “baciamo le mani”.

Prima mi hanno urtato appositamente, mentre ero seduto al tavolino e poi hanno cominciato ad insultarmi dicendomi che ero un ‘comunista di merda’, che non ero nessuno e che loro erano meglio di me, mentre gli altri due aspettavano a pochi metri di distanza. Mi hanno spintonato e preso a schiaffi, forti anche del fatto di essere in quattro contro uno”.

Eravate in una delle piazze più centrali di Castelvetrano, qualcuno è intervenuto per evitare che la situazione potesse degenerare?
“No, nessuno. Anzi, mi sono accorto che le persone presenti nel frattempo erano tutte sparite. I quattro ragazzi poi si sono allontanati indisturbati”.

Che tipo di firme stavate raccogliendo?
“Erano in difesa degli agricoltori. Qualche mese fa c’è stata una direttiva europea per stanziare dei fondi per il settore viticolo, ma il governo ha accettato solo la parte di fondi che sarebbe dovuta andare alle cooperative e non direttamente ai contadini. Noi stavamo raccogliendo le firme per chiedere che i fondi fossero stanziati direttamente ai contadini, perché sono loro la parte attiva del settore viticolo”.

Quando si parla di ragazzi militanti comunisti, qualcuno storce il naso e pensa a bandiere e miti rivoluzionari che magari nascondono dei vuoti di pensiero, invece ci si imbatte in persone attente al proprio territorio. Che cosa ti colpisce della politica Castelvetranese?
“Non sempre ciò che fa l’amministrazione è giusto, però c’è un’opposizione debole. Per esempio nessuno ha mosso un dito quando il sindaco ha organizzato quella manifestazione a favore degli albergatori, perché potessero piantare i loro ombrelloni nella spiaggia della riserva, nonostante fossero palesemente in torto. Solo noi di Rifondazione Comunista, contrastammo quella manifestazione, piantando dei piccoli rametti a favore della legalità.”

E che ne pensi dell’elettorato della tua città?
“Sono amareggiato dai voti comprati a 50 euro e dai galoppini che ‘accompagnano’ gli anziani non autosufficienti dei quartieri popolari a votare per chi dicono loro. Purtroppo c’è poca informazione, è un vero peccato. Forse occorrerebbe far capire alla gente che c’è una casta che tiene in mano la città da un bel po’ di tempo. Basti pensare alla sanità: nella commissione che decide le pensioni di invalidità ci sono da anni sempre gli stessi medici, altrove c’è un ricambio, qui sembra che non cambino mai. Ecco, è una città che fa fatica a riconoscere il diritto, perché sembra che abbia basato il suo funzionamento sul favore.”

Su Facebook, alla voce Programmi tv preferiti, Gabriele ha scritto: “Non guardo tv per scelta”. Ma tutto si può dire, tranne che non sia attento a quello che gli accade intorno. Sarà per questo che a qualcuno non piace?

Egidio Morici
per L’isola