Questa sera, ultimo appuntamento con il “Festival della Legalità in Tour”. Alle 19:00 il giornalista Roberto Puglisi intervista il procuratore aggiunto Antonio Ingroia.

Nel corso dell’incontro sul tema “Borsellino: il volto privato di un eroe pubblico” saranno proiettate alcune foto che ritraggono il giudice in momenti di vita familiare. Le immagini sono state messe a disposizione dalla famiglia Borsellino.

Al dibattito interverrà anche Pasquale Calamia, consigliere comunale a Castelvetrano, vittima di diversi atti intimidatori di matrice mafiosa.

Alle 21.30 appuntamento con lo spettacolo teatrale “Per questo!” di Lucio Diana, Eleonora Mino e Davide Viano, tratto dal libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di L. Garlando.

Giovanna è una bambina di Palermo. Dopo un episodio di bullismo capitato ad un compagno di scuola, il suo papà decide che è arrivato il momento di regalarle una giornata speciale, da trascorrere insieme, per raccontarle la storia di un certo Giovanni. E per svelarle il mistero di Bum, peluche con le zampe bruciacchiate che la accompagna da quando è nata. Rievocata nei suoi momenti-chiave, ad intrecciarsi con la storia personale di un padre e di una figlia sarà la vita del giudice Falcone e la storia del pool antimafia. Giovanna scoprirà così cos’è la mafia, che esiste anche a scuola nelle piccole prepotenze dei compagni di classe e che è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi.

La rappresentazione, particolarmente indicata per parlare di legalità alle giovani generazioni, ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il sostegno della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.

Ultimo giorno per visitare, a partire dalle 18, le due installazioni temporanee ospitate nell’ambito del Festival. La prima, “Una vita in cronaca. Per rompere il silenzio”, è dedicata al cronista di giudiziaria Mario Francese ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Foto, cronache e commenti si alternano in 31 pannelli che illustrano la sua vita come uomo e come professionista. L’installazione è curata dalla famiglia Francese.

La seconda esposizione dal titolo “Non tutti i pizzini sono uguali”, a cura di Patrizia Panebianco e Claudio Reale, è invece un percorso espositivo in cui si susseguono biografie, manoscritti e analisi grafologiche di personaggi che, nel bene e nel male, hanno contrassegnato la storia della mafia e dell’antimafia in Sicilia. Da un lato i “buoni” Libero Grassi, Ivan Lo Bello, Pietro Grasso, Paolo Borsellino, Rita Atria; dall’altro i “cattivi” Giuseppe Falsone, Gianni Nicchi, Domenico Raccuglia, Bernardo Provenzano, Matteo Messina Denaro, Sandro, Salvatore e Calogero Lo Piccolo.

Un Ulivo “piantato” nella piazza Empedocle di Marinella di Selinunte raccoglierà, infine, i pensieri di quanti vorranno dedicare un ricordo scritto ai due magistrati caduti nelle stragi del 1992.