E’ stato presentato in questo giorni il teaser di “INDICTUS The Land is no one’s” una straordinaria web serie, firmata dal giovane regista madonita Francesco Dinolfo, composta da 7 episodi di 10 minuti l’uno. 70 minuti per raccontare una Sicilia sconosciuta, terra di innovazione, dove montagne rocciose diventano castelli da esplorare.

Gli eventi narrati sono intermezzati da brevi digressioni chiamate Indictus (letteralmente, quello che non è detto) che sconvolgono la trama dando 2 differenti punti di vista: quello classico narrato dai vincenti e quello degli sconfitti.

E’ stato coinvolto nel progetto anche il castelvetranese Giuseppe Cimarosa che vanta diversi anni di esperienza nel mondo del teatro equestre ed è molto probabile che alcune scene verranno girate proprio nel territorio di Castelvetrano. Già dal trailer è possibile riconoscere l’area della Diga Trinità di Delia. Ecco il VIDEO..

Tutto ebbe inizio con una leggenda, la Leggenda dei 46 soldati normanni che con l’aiuto di San Giorgio sconfissero 3000 arabi in una sola notte. Dopo quella notte fatidica la Sicilia divenne facile conquista per le forze militari francesi. Una lotta tra due grandi religioni che riportano il conflitto al presente.

Da questa leggenda, queste nuove Termopili, nacque un nuovo eroe a Cerami: Serlon Il Condottiero!
Non ci volle troppo tempo che gli infedeli venissero banditi dall’isola. I francesi festeggiavano felici, alla corte di Jerax, nel cuore della Sicilia, fu allora che Benavert, emiro di Siracusa, l’ultimo a cadere, tesse un complotto contro i normanni inviando il Principe Ibrahim con una richiesta di armistizio.

Indictus nasce da una storia millenaria iniziata quando i popoli del Nord hanno attraversato l’Europa per giungere a questa isola esotica, in un tempo in cui le Colonne d’Ercole erano considerate i confini del mondo.
In Sicilia troverai persone calorose e accoglienti, discendenti della della curiosità dei navigatori vichinghi e della dialettica dei mercanti arabi.
Conosciamo luoghi nascosti che vorremmo mostrarti, storie che non troverai nei libri; questi luoghi e queste storie hanno bisogno di essere riportate in vita. Perché la ritroviamo ogni giorno nella nostra lingua, nella nostra cucina, nei nostri modi di fare e vogliamo condividere queste cose, perché la terra è di nessuno. Apparteniamo a una terra di popoli diversi, una terra di accoglienza che non dovrebbe essere la tomba di nessun navigatore.

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