La capitaneria di Porto di Palermo ha scoperto un traffico internazionale di rifiuti. Sono tredici le società finite sotto inchiesta, di cui tre siciliane. I titolari sono stati denunciati per violazione delle misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza rifiuti in Campania e Sicilia contenute nel decreto legge del 6 novembre 2008.

Sotto sequestro sono finiti tre impianti per la demolizione di automobili di proprietà della ditta Mps con sede in via Michelangelo a Palermo, della Autodemolizioni Castelvetrano nell’omonimo paese, e della Demolfer 4 di Marsala. Ed ancora, sono stati sequestrati dieci mezzi pesanti (7 semirimorchi, 2 motrici e un autocarro) e oltre duecento mila chili di rifiuti speciali, tra rottami meccanici, materiali ferrosi e olii esausti. L’operazione ha preso il via nel marzo scorso con il sequestro, nel Porto di Palermo, di due semirimorchi carichi di carcasse di macchine.


La Procura aprì un’inchiesta e delegò per le indagini il Nucleo speciale di intervento della Capitaneria di porto e il Nopa dei vigili urbani. Quella scoperta dagli investigatori sarebbe un’organizzazione radicata sul territorio che poteva contare sull’appoggio di società di demolizioni, autotrasportatori, spedizionieri, armatori, faccendieri e centri di smaltimento rifiuti a Catania, Arese, in provincia di Milano, e Roma. Indagini sono ancora in corso per capire dove realmente finissero i rifiuti e se ci sia dietro la regia dei boss mafiosi. Nei mesi scorsi sono stati sequestrati un container nel porto di Trapani, pieno di macchine demolite, con destinazione Porto Said in Egitto, e una nave, la Cristin, partita da Augusta e bloccata nel porto di Venezia con 15 mila tonnellate di rifiuti ferrosi a bordo.

“Non possiamo escludere che ci sia la criminalità mafiosa dietro il traffico di rifiuti che abbiamo scoperto”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Antonino Gatto a margine della conferenza stampa alla Capitaneria di Porto.
“L’organizzazione potrebbe anche essersi mossa – ha aggiunto – con il benestare di Cosa nostra. Abbiamo qualche segnale in tal senso che va verificato. Se ci sia Matteo Messina Denaro dietro lo smaltimento illecito dei rifiuti a Castelvetrano? Al momento diciamo che non ci sono elementi per affermarlo, ma continuano ad indagare”. Il riferimento sarebbe alle “fonti confidenziali”, così vengono definite dagli investigatori, che avrebbe contribuito all’indagine e secondo cui i boss potrebbero avere utilizzato il business dei rifiuti speciali per riciclare denaro sporco.




L’ammiraglio Domenico Passaro
, comandante della Capitaneria di Poto di Palermo, ha sottolineato, invece, il “ruolo strategico del Nucleo speciale di intervento, la cui creazione é stata espressamente richiesta dalle Procure della Repubblica per potere contare su personale specializzato”. E sulla grande professionalità del Nope, il nucleo di tutela protezione ambientale dei vigili urbani, si è soffermato anche Serafino Di Peri, comandante della polizia municipale di Palermo: “Il nostro è stato il primo nucleo organizzato in Italia e oggi mettiamo il nostro lavoro al servizio di tutti. Quando le forze dell’ordine collaborano tra di loro si raggiungo importanti risultati”.

fonte. gds.it