Un viaggio nel tempo tra il glorioso passato della linea Agrigento – Porto Empedocle – Castelvetrano ed il suo triste presente.

Partendo dalla città dei templi inizia un percorso magico, quasi incantato, tra i templi greci dell’antica Akragas, il mare africano, le splendide e fertili campagne dell’entroterra agrigentino, l’impareggiabile litorale che va da Sciacca a Menfi, la leggendaria foce del Fiume Belice, i templi di Selinunte e, come punto d’approdo, la stazione di Castelvetrano una sorta di La Mecca per tutti gli amanti delle ferrovie a scartamento ridotto e non solo.

La linea oggi (2012) versa in stato di abbandono, tra voci di un possibile recupero come pista ciclabile, e di un ritorno all’esercizio ferroviario quanto meno nel primo tratto tra Castelvetrano e Selinunte.

Nonostante le numerose occupazioni del sedime, la linea conserva ancora intatto il suo fascino e, dopo tanti anni, in quasi tutto il tracciato è possibile apprezzare l’armamento ancora in sito. Le opere d’arte versano, in linea di massima, in buono stato, eccezion fatta per qualche galleria ostruita da materiali di risulta o trasformata in discarica.

Dal 2009 Ferrovie Kaos monitora regolarmente tutto il tracciato, promuovendo il recupero, anche graduale, dello stesso alle sue funzioni originarie.